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Allergia all’Uovo nel Bambino

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Allergia all’Uovo nel Bambino

L’uovo di gallina è un alimento molto sano e nutriente, che può fornire un importante contributo alla crescita del bambino. Può essere introdotto nell’alimentazione del bebè a partire dai 9 mesi di età (cominciando dal tuorlo).

Ma quanto bisogna preoccuparsi del rischio di allergia all’uovo?

L’allergia all’uovo è una delle allergie alimentari piú comuni in età pediatrica. Si stima che la sua prevalenza nei bambini oscilli fra il 0,5 – 2,5% in tutto il mondo EBM(1).

Come tutte le allergie alimentari, anche l’allergia all’uovo si sviluppa quando l’organismo scatena una reazione immunitaria eccessiva, in questo caso, contro le proteine contenute nell’alimento.

Talvolta, i bambini nascono già allergici o lo diventano nei primi mesi, quando l’uovo non è stato ancora introdotto nell’alimentazione, probabilmente perché la sensibilizzazione, cioè l’attivazione della risposta immunitaria contro le proteine dell’uovo, si è verificata durante la gravidanza o l’allattamento.

L’età media di presentazione dei sintomi di allergia corrisponde a circa 10 mesi.

I bambini che presentano l’allergia all’uovo, possiedono un maggiore rischio di sviluppare l’asma anche in seguito alla scomparsa dei sintomi da reazione allergica. EBM(2)

Allergia: a Cosa è Dovuta?

Quando il sistema immunitario considera le proteine dell’uovo alla stregua di un nemico, tenta di proteggere l’organismo dagli invasori indesiderati, rilasciando dei particolari anticorpi, chiamati immunoglobuline E (IgE).

La presenza delle immunoglobine E (IgE) provoca il rilascio dell’istamina, la sostanza responsabile della manifestazione dei sintomi che caratterizzano la reazione allergica, come orticaria, tosse, difficoltà respiratorie, raffreddore ecc. (da qui i farmaci ‘antistaminici’, che bloccano l’azione dell’istamina, riducendo i sintomi di allergia).

Bisogna distinguere tra allergia e intolleranza alimentare. L’intolleranza infatti, non implica una risposta immunitaria e può essere dovuta a cause diverse, come per esempio l’assenza di determinati enzimi nell’organismo.

La reazione allergica nel bambino.

Fattori Predisponenti dell’Allergia

Allo stato attuale non sono stati individuati tutti i fattori ambientali o biofisiologici responsabili dell’allergia alimentare all’uovo. Si possono, tuttavia, individuare alcuni elementi, la cui presenza rende il bambino maggiormente a rischio di sviluppare questa allergia:

  • Dermatite Atopica – I bambini affetti da dermatite atopica presentano un rischio elevato d’insorgenza dell’allergia all’uovo.
  • Fattori Genetici – la presenza di allergie, asma, dermatite atopica in uno o entrambi i genitori o fratelli, può aumentare le probabilità che il bambino sviluppi l’allergia all’uovo.
  • Età – solitamente l’allergia all’uovo compare durante il primo anno di vita e tende a scomparire con l’età. Un’osservazione curiosa degli ultimi mesi è che i bambini allergici all’uovo prima di diventare tolleranti con la crescita, diventano insensibili all’uovo cotto al forno.
  • Introduzione Tardiva dell’Uovo nell’Alimentazione – Alcune ricerche in corso, stanno cercando di dimostrare che conviene introdurre l’uovo nella dieta del bambino a rischio di allergia, alla stessa età (8-9 mesi) dei bebè non a rischio. Secondo questo nuovo paradigma, un’introduzione posticipata degli alimenti allergenici nelle fasi di svezzamento può trasformarsi in un fattore di rischio per lo sviluppo delle allergie alimentari. EBM(4)

Le Proteine Allergizzanti dell’Uovo

Le uova contengono diverse proteine allergizzanti – la SIAIP, Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, ne stima addirittura 24!

Di queste proteine, alcune sono note per essere maggiormente allergeniche:

  • l’ovoalbumina
  • l’ovomucoide
  • l’ovotransferrina
  • il lisozima

Sono soprattutto l’ovalbumina e l’ovomucoide ad essere la causa più diffusa dell’allergia all’uovo. EBM(5)

Il bianco è la parte più proteica dell’uovo e, quindi, più a rischio di provocare reazioni allergiche

Per questo motivo l’albume va proposto dopo l’anno, per esempio cotto alla coque, dato che la scelta del metodo di cottura può ridurre la sensibilità agli allergeni.

Al contrario, il tuorlo (il rosso) è la parte dell’uovo meno a rischio di allergia.

A differenza di altre allergie alimentari, l’allergia all’uovo può scatenare manifestazioni già al primo contatto.

Bisogna fare attenzione anche ai prodotti che possono contenere le proteine dell’uovo tra gli ingredienti, come:

  • I prodotti da forno, dolci, merendine, budini, biscotti
  • Il gelato
  • La pasta
  • Ingredienti sostituti delle uova a base di albume
  • La maionese e salse affini
  • I marshmallow
  • La presenza tra gli ingredienti di lecitina da uovo, albumina, lisozima da uovo, globulina, livetina, ovoalbumina, ovoglobulina, ovomucina, ovovitellina, polvere d’uovo.

Infografica: prodotti a cui prestare attenzione

 

Quali sono i sintomi dell’allergia all’uovo nel bambino?

L’aspetto caratteristico di questa allergia è che i sintomi in genere compaiono poco dopo l’assunzione dell’uovo o dei cibi che lo contengono, in genere dopo 30 minuti.

Nei bambini piccoli, i sintomi sono spesso sintomi cutanei, come l’orticaria e l’angioedema (gonfiore improvviso, spesso presente sul viso, palpebre, collo o mani).

Spesso compare anche un’accentuazione della dermatite atopica.

Sono, inoltre, frequenti le reazioni gastrointestinali con vomito e diarrea e i sintomi respiratori con starnuti, ‘naso che cola’ e respiro sibilante.

In alcuni casi sono possibili reazioni da ipersensibilità da semplice contatto dell’uovo con la pelle o con una mucosa.

Cosa Fare in Caso di Shock Anafilattico

In genere lo shock anafilattico si può manifestare a partire dal secondo contatto con la sostanza che provoca allergia, anche se le sue quantità sono minime.

Lo shock anafilattico si manifesta in una ridotta percentuale di casi, ma i seguenti sintomi, anche lievi, non devono mai essere sottovalutati:

1. Prurito, pizzicore, senso di gonfiore alla lingua e alla gola (il bambino fa fatica a deglutire);
2. Prurito alla pelle, orticaria;
3. Starnuti, prurito agli occhi, escrezioni nasali abbondanti e liquide;
4. Battito cardiaco accelerato;
5. Senso di svenimento;
6. Difficoltà a respirare e senso di soffocamento.

In presenza di questi sintomi è consigliabile rivolgersi immediatamente al pediatra, chiamare il 118 o accompagnare il bimbo al pronto soccorso. Nel caso in cui, su indicazioni del pediatra, i genitori abbiano con sé il kit di pronto soccorso per le allergie, possono somministrare immediatamente il farmaco al bambino (adrenalina).

Quando va via l’allergia all’uovo?

Di solito scompare da sola con la crescita e dura in media circa tre anni. La terapia consiste nell’eliminare l’uovo dalla dieta e gli alimenti che lo contengono, per poi provare a reintrodurlo seguendo tempi e modalità suggeriti dal pediatra allergologo.
Nel caso di forme molto gravi può essere considerata la terapia di desensibilizzazione, con somministrazione di dosi crescenti di uovo, in ambiente ospedaliero, per sette-dieci giorni.

Il Prick Test

Allergia uovo nel bambino: il Prick Test

Nei bambini a rischio perché affetti da dermatite atopica o da altre allergie si preferisce eseguire il prick test prima di somministrare l’uovo.

Lo skin prick test (SPT) è il principale test che l’allergologo ha a disposizione per fare diagnosi di allergia alimentare EBM(6).

Questa tecnica consiste nell’applicare dosi crescenti dell’allergene (utilizzando diluizioni seriali dello stesso) sulla superficie del braccio, per monitorare il grado di sensibilizzazione alla sostanza.

È un metodo semplice e sicuro, e permette di rilevare le risposte allergeniche cosidette “IgE mediate”, in cui appunto, si rileva la presenza degli anticorpi IgE.

Il bambino viene solitamente fatto sedere in braccio al genitore, in modo da rendere la procedura quanto piú confortevole.

I risultati sono visibili nell’arco di 15 minuti. Il test non è doloroso, ma in caso di positività agli allergeni, può produrre un arrossamento o un leggero gonfiore nella parte del braccio interessata.

Take away

Il consiglio universale è il seguente: vietato allarmarsi! La possibilità che un bambino abbia questa allergia ha una percentuale bassissima. Per essere sicuri, tuttavia, è sempre bene seguire il consiglio di introdurre in maniera estremamente graduale le uova nella dieta del bambino, in modo da limitare le conseguenze di un’eventuale allergia.

Nel caso in cui si dovesse presentare un segnale di allarme, la cosa più giusta da fare è quella di rivolgersi immediatamente al pediatra, oppure ad un allergologo.

Cerca il pediatra più vicino a te 

Cerca l’allergologo più vicino a te 

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