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“Mio Figlio è Dislessico?” Guida pratica alla dislessia per genitori preoccupati

“Mio Figlio è Dislessico?” Guida pratica alla dislessia per genitori preoccupati

Se hai notato che tuo figlio ci mette più tempo degli altri bimbi a finire i compiti di scuola, che ha particolari difficoltà nella lettura e nella comprensione dei testi, se ti hanno detto che è spesso disattento e assente, e magari anche svogliato, probabilmente ti sarai chiesta se ci sia qualche problematica alla base. “Mio figlio è dislessico?” Una delle domande sempre più in voga tra le mamme preoccupate. Ma come riconoscere la dislessia?

Importantissimo è comprendere se si tratta effettivamente di dislessia, che è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, oppure di una problematica di altra natura e, in entrambi i casi, capire come intervenire e a chi chiedere aiuto.

In questo articolo, quindi, proveremo a rispondere alle domande più comuni delle mamme come:

“Perchè mio figlio non sa leggere? ; “Cos’è la dislessia?” “Come riconoscere la dislessia?” ; “Come faccio a far diagnosticare la dislessia a mio figlio?”; “Mio figlio è dislessico, e ora che faccio?”.

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Guida pratica alla dislessia per genitori preoccupati

La dislessia è uno dei famosi DSA, Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ma cosa sono i DSA?

Si tratta di disturbi di origine neurobiologica  ebm(1)che impediscono, nel bambino, il normale sviluppo delle capacità di apprendimento scolastico, come la lettura, la scrittura e il calcolo. Dipendono, infatti, dalle peculiari modalità di funzionamento delle rete neurali coinvolte nei processi delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. i DSA non vanno ad intaccare le altre abilità cognitive e non dipendono da scarsa intelligenza, né da deficit di intelligenza o sensoriali, né da problemi ambientali o psicologici. Pertanto,

un bambino dislessico non sarà meno intelligente di un bambino non dislessico.

Quali sono i DSA?

  • Dislessia: Disturbo Specifico della Lettura
  • Disturbo Specifico della Comprensione del Testo: non necessariamente in concomitanza con dislessia
  • Disortografia: Disturbo Specifico della Scrittura
  • Disgrafia: Disturbo Specifico della componente grafo-motoria della scrittura
  • Discalculia: Disturbo Specifico delle abilità di calcolo

Cos’è la Dislessia?

Definizione più comune di dislessia:

Disturbo specifico della decodifica della lettura (in termini di velocità e accuratezza), quindi la lettura è più lenta e/o meno corretta delle aspettative, in base all’età o alla classe frequentata.

Veniamo, quindi, finalmente al vivo della questione. “Dislessia” è un termine che spesso viene abusato. Ormai chiunque, nel linguaggio comune, anche dopo aver sbagliato a pronunciare una parola in un discorso, esclama “Scusate, oggi sono dislessico!“. Ti sarà capitato di sentirlo. Bè, quando capita a me, mi si accappona la pelle, perchè è una frase priva di senso. Vediamo perchè.

Innanzitutto, la dislessia è un disturbo della capacità di leggere in modo corretto e fluente. Quindi le problematiche che non riguardano la lettura, non hanno niente a che fare con la dislessia. Inoltre, è una disabilità di origine neurobiologica, quindi non puoi essere dislessico oggi, e ieri no! ebm(2)

Parliamo, quindi, di  una neurodiversità. Pertanto, citando la guida per genitori dell’AID Associazione Italiana Dislessia :

I Disturbi Specifici di Apprendimento rientrano
nelle differenze individuali tipiche della neurodiversità umana,
secondo cui ogni individuo si comporta in modo differente dagli
altri. Conseguenza più importante di questa considerazione è
quella di respingere l’idea che le differenze
nell’apprendimento di lettura, scrittura e calcolo siano
necessariamente disfunzionali e da correggere, ma piuttosto che,
in quanto espressione della neurodiversità dell’individuo, siano da
riconoscere e rispettare.

Per approfondire, leggi la Guida Pratica per Genitori

Come Riconoscere la Dislessia? | I Campanelli d’Allarme

.Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche che di solito compaiono già nei primi anni di scuola, a volte già nella scuola dell’infanzia, e persistono negli anni seguenti.

Ma come riconoscere la dislessia? Ecco i campanelli d’allarme più frequenti che i genitori possono notare:

  • Inversione di lettere (“ba” diventa “ab”)
  • Capovolgimento di lettere (“b” diventa “d”)
  • Lunghe pause
  • Lettura lenta e stentata
  • Stravolgimento delle parole lette
  • Salto di una riga durante la lettura
  • Difficoltà ad imparare informazioni in sequenza, come le lettere dell’alfabeto ma anche i giorni della settimana
  • Tempi dilatati nello svolgimento dei compiti
  • Svogliatezza
  • Riluttanza ad andare a scuola
  • Preoccupazione e ansia riferita alla scuola
  • Difficoltà nel rapporto con compagni e insegnanti

Ebbene, se sei un genitore e hai notato qualcuno di questi “sintomi”, il nostro consiglio è quello di chiedere aiuto ad uno specialista, in modo da capire subito se si tratta effettivamente di DSA, e di intervenire immediatamente.

L’Importanza di una Diagnosi Precoce

Non riuscire ad automatizzare il processo di lettura, come invece fanno tutti i compagni di classe, per un bimbo può generare diverse problematiche psicologiche di cui si deve tener conto. Non capire come mai non si è all’altezza degli altri, ricevere spesso “cazziatoni” da parte di insegnanti e spesso anche dai genitori, può portare a sentimenti di confusione, frustrazione, scarsa autostima, rabbia, ansia, depressione, che spesso non vengono ne’ riconosciuti ne’, di conseguenza, gestiti da parte di scuola e famiglia.

Ricevere una diagnosi precoce, quindi, può innanzitutto aiutare le famiglie a fare chiarezza su cosa sta succedendo, ad evitare di colpevolizzare il bambino (“non impara perchè non si impegna“), o di attribuire la causa a problemi psicologici. Questi errori, infatti, fanno sentire il bambino frustrato, impotente e scoraggiato ebm(3).

La valutazione, pertanto, può aprire per la famiglia molte strade che portano a decisioni più positive, come quella di chiedere aiuto su come gestire le dinamiche familiari, e di intervenire sullo specifico DSA.

Dal momento della diagnosi, infatti, si può cominciare ad intervenire precocemente, attraverso trattamenti specifici personalizzati sui bisogni del bambino, creati ad hoc da specialisti del settore.

Come Avviene la Diagnosi di Dislessia? | Gli Specialisti

Se sei un genitore e sospetti che tuo figlio possa essere dislessico, è il caso di rivolgerti al servizio di Neuropsichiatria Infantile di riferimento per effettuare la valutazione diagnostica.

Se il Servizio Sanitario Nazionale non fosse facilmente accessibile (a causa di liste di attesa che superino i 2 mesi) è possibile rivolgersi a specialisti privati. Solitamente in questi casi ci si rivolge a centri privati accreditati con il SSN per questo tipo di attività e abilitati alla diagnosi e alla sua certificazione, in cui spesso collaborano neuropsichiatra infantile, logopedista e psicologo e che, spesso, offrono anche percorsi di trattamento e riabilitazione individualizzati. In assenza di centri del genere sul tuo territorio, ci si può anche riferire a professionisti privati accreditati dal SSN, in linea con la Consensus Conference (che contiene le linee guida in vigore in Italia per la diagnosi e il trattamento dei DSA).

  • Cerca il neuropsichiatra più vicino a te 
  • Cerca lo psicologo più vicino a te 
  • Cerca il logopedista più vicino a te 

La diagnosi definitiva non può essere formulata prima della seconda elementare.

La diagnosi di dislessia avviene attraverso una anamnesi accurata fatta ai genitori, in cui verranno poste domande sullo sviluppo del bambino fino a quel momento e, in seguito, verranno somministrati una serie di test al bambino.

I criteri necessari per porre diagnosi di dislessia:

Come riconoscere la dislessia

Fine della Valutazione: la Relazione Scritta

Il risultato di tale valutazione sarà comunicato immediatamente alla famiglia tramite relazione scritta, che deve contenere i risultati dei test e tutte le precise indicazioni per migliorare l’approccio didattico-educativo a beneficio del bambino, tenendo conto delle strategie da adottare (tale documento scritto, in alcuni casi, viene inviato alla famiglia successivamente).

Più precisamente, in questo documento devono essere presenti:

  • La diagnosi
  • La valutazione neuropsicologica con i risultati di tutte le prove
  • La valutazione dell’area affettivo-relazionale
  • Le proposte e i suggerimento per l’intervento riabilitativo
  • Le misure dispensative e gli strumenti compensativi suggeriti in ambito scolastico

Questa relazione, quindi, è importantissima, perchè servirà alla scuola per attivare le misure necessarie per attuare una didattica individualizzata e personalizzata, e servirà allo specialista che prenderà in cura il bambino per avere precise indicazioni sul trattamento.

Per cui, se la relazione non viene rilasciata, consigliamo di pretenderla.

Dopo la Diagnosi di Dislessia: Il Ruolo della Scuola

Dopo la diagnosi, dunque, va immediatamente attivato un dialogo con la scuola, che anche sulla base della relazione predisporrà un Piano Didattico Personalizzato.

Il PDP è un progetto educativo e didattico redatto dal Consiglio di Classe in base alle potenzialità dell’alunno, del quale verranno rispettati i tempi di apprendimento e ne verranno valutati i progressi rispetto alle abilità di partenza. Il PDP contiene tutte le misure compensative e dispensative, ovvero tutti i supporti e gli accorgimenti con cui si intende sostenere l’alunno, promuoverne le potenzialità e potenziarne le abilità.

Il PDP, quindi, è un  patto d’intesa fra insegnanti, famiglia e istituzioni socio-sanitarie, che devono operare e in vista di esso in maniera sinergica e collaborativa.

Il Trattamento Riabilitativo della Dislessia

Guida pratica alla dislessia per genitori preoccupati

Importantissimo è iniziare subito un trattamento individuale, che potrà essere proposto dal centro stesso dove si è effettuata la diagnosi, o eventualmente ci si potrà rivolgere ad altri centri o professionisti privati specializzati.

Chiariamo subito che il trattamento agisce sugli effetti del disturbo, e non sulle cause, per cui il disturbo non scompare, per quanto, però, le abilità possano di gran lunga migliorare.

Citando ancora una volta la guida per genitori dell’ AID:

“La dislessia è una
caratteristica personale e non una malattia da cui si può guarire.
Avere questo ben chiaro, ci aiuta a non avere aspettative troppo
elevate sull’intervento e sul trattamento che verranno attuati.

Ad ogni modo, si tratta di interventi specialistici, creati ad hoc sulle problematiche e abilità del bambino,  mirati al miglioramento della velocità e della correttezza della lettura, che siano quindi diretti all’automatizzazione dei processi psicolinguistici di conversione da grafemi a fonemi.

Di solito la riabilitazione consiste in esercitazioni (attraverso l’utilizzo di software specifici) focalizzare sul problema, che durano almeno 30 minuti e che vengono ripetute almeno 2 volte alla settimana. Questo format di terapia, negli ultimi anni, si sta rivelando molto efficace nel potenziamento delle abilità e nella conseguente riduzione delle problematiche scolastiche. Numerose ricerche, infatti, attestano che già dopo i primi due mesi di trattamento intensivo le connessioni cerebrali che sottostanno alla dislessia possono essere alterate ebm(4)

Consigli Pratici per Genitori di Bambini Dislessici

Dislessia: consigli per genitori

Il Consiglio Extra: l’App per la Dislessia

Oggi esistono tantissimi software che semplificano la vita delle persone dislessiche che, nonostante qualche difficoltà, possono comunque impegnarsi per svolgere un buon percorso didattico, che può prevedere tranquillamente anche l’università.

Un esempio tra tutti: il libro digitale. Questo strumento è una grandissima opportunità di autonomia nell’apprendimento per gli studenti, permettendo loro di accedere a tutti i contenuti direttamente con la sintesi vocale. L’associazione Italiana Dislessia, a questo proposito, si è attivata e ha stabilito degli accordi con i principali editori di libri scolastici. Oggi è quindi possibile richiedere, direttamente alla Biblioteca Digitale AID: libroAID, i libri scolastici in formato digitale (PDF).

E non finisce qui. Perchè sono stati sviluppati tantissimi software anche per l’esercizio delle abilità deficitarie. L’esempio più illustre? WinABC, un app per il trattamento della dislessia.

Il trattamento mira a supportare i bambini con difficoltà nella decifrazione, lenta o scorretta che sia, attraverso l’automatizzazione del riconoscimento sub-lessicale. Le ricerche, portate avanti dal Prof. Tressoldi e collaboratori nell’università di Padova, dimostrano che dopo un trattamento di tre mesi con questo sistema di lettura i soggetti dislessici evidenziano un recupero di lettura superiore a quanto atteso dall’evoluzione spontanea ebm(5)

Dislessia: i Punti di Forza

Guida pratica alla dislessia per genitori preoccupati

Ho pensato di lasciare questo messaggio per ultimo, non perchè meno importante, ma nella speranza che rimanga impresso nella mente di chi legge:

La dislessia, come tutti gli altri DSA, interessa una abilità specifica, lasciandone intatte tutte le altre e non intaccando, quindi, il funzionamento intellettivo generale. Quindi, anche se l’ho già detto, voglio ribadirlo: tuo figlio è intelligente!!!

Ma non è tutto qui. Molto spesso in bambini con DSA sono presenti particolari caratteristiche molto positive, che vanno assolutamente riconosciute e valorizzate il più possibile. Questi soggetti, ad esempio:

  • Sono molto curiosi
  • Sono intuitivi
  • Hanno una fervida immaginazione
  • Sono creativi e sviluppano facilmente nuove idee e soluzioni
  • Ragionano in modo dinamico, creando connessioni inusuali che altri difficilmente riescono a sviluppare
  • Apprendono facilmente dall’esperienza
  • Pensano soprattutto per immagini, visualizzando le parole e i concetti in modo tridimensionale

E non è un caso, quindi, che molte menti brillanti e molto note, che hanno segnato la nostra storia, erano e sono affette da tale patologia: Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Thomas Edison, Winston Churchill, Benjamin Franklin, John F. Kennedy, Mozart, John Lennon, Walt Disney, Tom Cruise, Pablo Picasso, Napoleone Bonaparte e tantissimi altri!

Il Verdetto Finale

La dislessia è una caratteristica individuale, non un dramma!

Se hai il sospetto che tuo figlio sia dislessico, niente paura: chiedere aiuto e parlarne sono i primi passi per assicurare una vita serena a tuo figlio.

 

 

 

 

 

 

 

 

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