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Come si risponde a chi crede di essere sempre troppo grasso?

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Come si risponde a chi crede di essere sempre troppo grasso?

“Oddio, sono troppo grassa!”

“Guarda questi fianchi! mi vergogno!”

“Quest’anno per me niente mare, sono orribile! Non trovi?”

Quante volte vi è capitato di restare intrappolati in conversazioni del genere?

Ecco quindi Come rispondere a chi crede di essere grasso

Ebbene, non sempre uscire con la proprio amica risulta divertente, soprattuto quando capita che davanti allo specchio inizia ad afferrarsi la pancia prima di sbottare nel solito lamento sul suo fisico sempre troppo grasso, troppo flaccido, troppo sbagliato, guardandovi alla ricerca di rassicurazioni sulla falsità di questa affermazione.

Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un flagello toccato in sorte solo a chi ha amiche donne. Lamentele sul proprio corpo sono sempre più frequenti anche tra i maschi. Immaginate una serata apparentemente spensierata al bar a bere una birra con un amico: lui, improvvisamente, si guarda gli addominali e borbotta “dovrei andare in palestra piú spesso, non trovi?”, chiedendovi implicitamente di placare le sue insicurezze. A chi non è mai capitato?

Quello appena descritto è lo spietato mondo delle “autocritiche negative” sull’immagine di sè, in cui l’ascoltatore si trova sempre a dover combattere contro disagio ed imbarazzo per non sapere mai bene cosa dire. E’ dalla notte dei tempi, infatti, che proviamo a capire quale sia il modo migliore di rispondere agli amici che credono di essere troppo grassi, ma questo problema continua ad affliggere intere generazioni di amici! Proviamo a capire meglio il problema.

Le autocritiche ci fanno male

 

Prima di tutto cerchiamo di sfatare il mito per cui l’impressione di essere grassi e le preoccupazioni sulla propria forma fisica, sia un dilemma che tocca soltanto gli adolescenti. Questo problema riguarda le persone di tutte le etnie, di tutte le età e di tutti i tipi di peso corporeo.

Si tratta di un fenomeno allarmante. Basta pensare agli effetti devastanti che comporta il “trash-talking” (l’uso di iperboli, prendersi in giro, o sentirsi in competizione con gli altri) rispetto al proprio aspetto fisico:

  • abbassa notevolmente la percezione di autostima
  • aumenta i livelli di ansia sociale percepita
  • incrementa il rischio di sviluppare disturbi alimentari

Oltretutto, soltanto ascoltare gli altri lamentarsi del proprio aspetto può fungere da stimolo per sviluppare un senso di disagio per la propria immagine del corpo.

Ci chiediamo, allora, perchè continuiamo a darci addosso, se poi ci fa stare cosí male.

Perchè tutta questa negatività?

Proviamo a capirci qualcosa.

Si sa, viviamo in una società in cui l’ideale di bellezza è cosí ristretto nei suoi criteri che sono veramente pochissime le persone che riescono a combaciare con quel modello.

Nella nostra epoca, infatti, per varie ragioni, è promossa l’immagine di un corpo femminile asciutto, magro, quasi privo di forme. Un corpo simile a quello dei bambini. Nel caso dei maschietti, invece, il fisico ideale pare essere il superpalestrato il cui vocabolario includa solo parole come “massa muscolare”, “proteine”, “sollevamento pesi”.

Risulta facile, quindi, al giorno d’oggi, sentirsi inadeguati, non all’altezza dei modelli che i mass-media ci propinano in ogni modo. In questa situazione

Condividere con gli altri il senso di disagio rivolto a se stessi, può essere un tentativo disperato per cercare di sentirsi meglio

Afferma lo psicologo clinico Alexis Conason.

Oltretutto sia gli uomini che le donne condividono l’impressione per cui le donne preferiscono avere come amica  una donna insicura che si autocritica, piuttosto che una donna sicura di sè, e con una buona autostima.

L’autrice del libro “Nice Girls Finish Fat” (Le Ragazze Buone Finiscono Per Diventare Grasse) ed esperta di Scienze dell’Educazione, Karen R. Koenig, è ben consapevole di questa contraddizione. Per alcune persone avere un’amica timida e che si imbarazza del proprio aspetto può essere molto piú comodo rispetto ad una con un  forte senso dell’orgoglio, in quanto fornisce un senso maggiore di familiarità.

Quindi pare proprio che, quando ci rendiamo conto che dire di non avere problemi col nostro incontra una certa disapprovazione sociale, iniziamo ad essere maggiormente autocritici, credendo che questo possa essere più accettabile e giusto, e possa far sentire gli altri a proprio agio.

Dunque, le stressanti lamentele dei nostri amici sul loro aspetto fisico da un lato possono derivare da un loro urgente bisogno di rassicurazioni da parte nostra, nel tentativo di sentirsi meglio, d’altro canto, però, queste autocritiche sembrano trovare terreno fertile nella nostra società, che le alimenta con i propri assurdi canoni di bellezza, tanto utopici quanto rigidi, quasi dittatoriali.

E se, invece, provassimo ad andare contro tendenza?

Come rispondere a chi si crede sempre troppo grasso?

Proviamo, dunque, a capire quale può essere il modo migliore di rispondere a chi crede di essere troppo grasso, fermando questo circolo vizioso di odiose riviste patinate miste ad autocommiserazione!

Se il nostro obiettivo è quello di far cessare la tendenza a criticare il proprio aspetto fisico è indispensabile iniziare in prima persona a sostituire le auto-recriminazioni con una comunicazione positiva circa il proprio corpo. Solo quando saremo in grado di smettere di biasimarci, potremo iniziare ad aiutare anche gli altri a farlo.

Cominciamo da noi stessi!

Ama te stesso non pensare di essere grasso

Finchè la percezione comune sarà quella di non avere il diritto di piacersi per come si è e di parlare bene del nostro corpo, si rafforzerà sempre di più la credenza per cui auto-biasimarsi è un comportamento socialmente approvato. Questo non significa che dovremmo mentire e iniziare ad elencare i nostri pregi per far finta di sentirci bene con noi stessi. Ma, semplicemente, dovremmo imparare a non zittire il bisogno di affermare onestamente le caratteristiche del nostro aspetto che riteniamo apprezzabili e degni di nota.

Impariamo, quindi, a non aver paura di farci dei complimenti.

In questo modo potremmo fungere da esempio di forza per gli altri, magari  restii a vedere il buono presente nel proprio aspetto, afferma la Koening.

Ma, inutile negarlo, ci sono situazioni che ci mettono davvero a dura prova. Ecco un classico esempio:

Mentre fate sollevamento pesi in palestra, vi capita di scorgere una persona che vi sembra piú magra o piú in forma rispetto a voi. Il primo impulso sarebbe quello di iniziare a elencare tutte le caratteristiche che vi separano dall’aspetto di quella persona.

Che fare in questi casi?

La soluzione: Restare muti.

Per quanto possano essere negativi i vostri pensieri, esplicitarli all’esterno renderà solo piú potente il loro effetto sul vostro stato morale

afferma la Koenig. Sarebbe meglio parlare di questi pensieri con un esperto della salute mentale che potrebbe aiutarvi a capire perchè tendete a prestarci attenzione in primo luogo. Parlare male del proprio aspetto fisico può essere di distrazione e distoglierci dalle questioni piú profonde ed inconsce che non vogliamo affrontare, in questo modo si tende a focalizzarsi su qualcosa che si ha l’illusione di poter controllare.

Cosa fare con gli altri

In generale quando una discussione si concentra sulle critiche dell’aspetto fisico, si può sempre cercare di sviare la conversazione su un’altra prospettiva, senza per questo sminuire quanto detto dal proprio interlocutore. Cosí, invece di confermare l’impressione di “quel sedere troppo flaccido”, si può dire “non è assurdo che tendiamo a preoccuparci cosí tanto di queste cose?” e proporre un argomento di discussione piú interessante.

Purtroppo, però, non è sempre così facile aggirare l’argomento. Ci sono, infatti, alcune situazioni che ci mettono in difficoltà a cui è praticamente impossibile sfuggire. Vediamo, allora, in queste “situazioni trappola”, come rispondere agli amici che credono di essere troppo grassi!

Potete provare alcune strategie per girare la frittata e bloccare l’atteggiamento giudicante verso il proprio aspetto fisico.

Facciamo alcuni esempi pratici:

  • Shopping con l’amica

Un’ amica, afflitta davanti allo specchio di un camerino, inizia a brontolare sui depositi (del tutto normali) di grasso sulla pancia o sui fianchi.

La soluzione: Invece di compatirla affermando quanto anche tu detesti il tuo corpo, potresti riformulare la percezione di cosa sia considerato grasso. Per esempio si può provare a dire “In realtà la scienza ha dimostrato che il grasso addominale è una cosa normale e persino benefica. Ho scoperto infatti che ti aiuta a metabolizzare vitamine come la vitamina A, la D e K!” e poi si può passare a parlare di un altro argomento che non riguardi l’aspetto fisico.

  •  Festa a base di tartine al salmone e gossip

A una festa, un amico ti porta in disparte per disapprovare  insieme le abitudini alimentari del vostro conoscente comune.

La soluzione: Chiedi al tuoo amico “Come facciamo a sapere quello di cui il suo corpo ha bisogno? Non viviamo nel suo stomaco!” Un altro modo è quello di sviare la conversazione dal piano fisico, dicendo magari “Be, io non l’ho scelta come amica per la sua dieta, ho altri canoni di solito!”

E se pure il tuo conoscente continua a biasimare la vostra amica in comune, la Koening suggerisce di proporre qualche considerazione saggia, dicendo “Mi sento a disagio quando si parla del modo di mangiare e del peso delle altre persone. Alla fine non sono nemmeno affari nostri. A me non piace essere giudicata per quello che scelgo di mangiare o per la mia forma fisica. A te?”

  • Il fantastico mondo dei Social Media

Guardando la tua bacheca di Facebook, ti capita di leggere i 140 caratteri di un post di una tua amica, incentrato sulle aspre critiche al proprio aspetto fisico.

La soluzione:Mandale un messaggio privato con scritto qualcosa come “Ho visto il tuo post sui social media e sembra che ti senta molto giú per via del tuo fisico. Se qualche volta ne vuoi parlare, ti puoi rivolgere a me, mi farebbe piacere.”.

  • Cena con senso di colpa 

Hai appena finito di cenare fuori con le amiche, e una di loro inizia a lamentarsi sul fatto di aver trasgredito mangiando qualcosa di diverso dall’insalata oppure nell’essersi concessa troppo dessert. “Andrà a finire tutto sui fianchi!” esclama.

La soluzione: Prova a risponderle “ Sai, siamo state abituate dalla società a focalizzarci inutilmente su queste cose, e io per dirla tutta ne ho abbastanza. Io non voglio ossessionarmi con il peso o la dieta alimentare, mi sento molto meglio quando non mi ci focalizzo troppo. Semplicemente cerca di essere felice di ciò che mangi!”

Gli psicologi, quindi, ti consigliano di non aver paura di dire chiaramente agli amici che pensi (a patto che lo pensi davvero!) e di provare, anzi, a cambiare insieme il modo di approcciarsi alla propria immagine corporea, sconfiggendo una volta per tutte le noiose regole imposte dalla società odierna.

La Morale

Sfortunatamente, è normale a volte sentirsi a disagio con il proprio aspetto fisico. Ma biasimarsi costantemente per questo, farsi influenzare dall’atteggiamento autocritico degli altri, oppure commentare e disapprovare il peso e le abitudini alimentari delle altre persone, in realtà non fa bene a nessuno.

Al contrario stringi un patto con i tuoi amici piú cari per cambiare la loro prospettiva e il bisogno di focalizzarsi eccessivamente sull’immagine del corpo.

Perchè, davvero, ci sono cose che ti caratterizzano molto di piú rispetto a come calzino i vestiti o quanto grosse siano le tue cosce.

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