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Comunicazione Medico Paziente ed Alleanza Terapeutica

Comunicazione Medico Paziente ed Alleanza Terapeutica

Una comunicazione medico-paziente efficace è una attività clinica centrale nella costruzione di una relazione terapeutica medico-paziente, che è il cuore e l’arte della medicina.

La comunicazione è, inoltre, una delle poche cose che il paziente riesce a percepire della qualità del servizio clinico assistenziale.

Molte delle insoddisfazioni del paziente,  molti reclami e molti contenziosi  sono dovuti alla rottura della relazione medico-paziente ed alla scarsa capacita comunicativo-relazionale del medico.

Tuttavia, molti medici tendono a sopravvalutare le proprie capacità comunicative. Peccato! perché  è una delle migliori armi che il medico ha per instaurare un’alleanza terapeutica, ovvero una relazione duratura col paziente, che a sua volta genera nuovi contatti e rafforza la reputazione del medico.

Dedichiamo solo 18 secondi ad ascoltare i problemi, le ansie e le preoccupazioni del paziente! possibile ?

18 secondi! Sono troppi? Medici che non lasciano parlare la persona che hanno davanti, sottoponendola a un fuoco di fila di domande con l’ obiettivo unico di prescrivere rapidamente una terapia e un elenco di esami da fare.

Ce lo racconta uno celebre studio fatto dal prof. Moja dell’Università di Milano e pubblicato dal Ministero della salute ad Aprile 2016 La comunicazione medico-paziente e tra operatori sanitari – parte prima.

Quando il paziente è soddisfatto? basta poco!

La medicina è un’arte! .. l’empatia, la creatività, la capacità di rassicurare il paziente è una delle poche cose che ci fa pensare a quel medico come un luminare …in quei casi la terapia comincia durante la visita ancor prima di prendere farmaci!

Il medico con buone capacità comunicative ed interpersonali migliora la nostra compliance, ci mette a nostro agio nel descrivere per bene i disturbi di cui soffriamo, ci fa andare a casa con pochi dubbi circa l’efficacia del tempo impiegato e del danaro speso. Inoltre i pazienti recepiscono meglio le istruzioni terapeutiche, migliora l’aderenza al trattamento (PubMed1), il paziente è soddisfatto.

La maggior parte dei medici pensa di saper comunicare bene, ma non è così!

Le capacità comunicative “di base” non sono sufficienti per creare e sostenere una relazione terapeutica medico-paziente di successo, che consiste in:

  • percezioni e sentimenti condivisi sulla natura del problema;
  • gli obiettivi del trattamento;
  • il supporto psicosociale;

Questo non vuol dire stare ore ed ore a chiacchierare.. assolutamente no! Vuol dire solo saper dire la parola giusta al momento giusto!

Studi sulla comunicazione medico-paziente hanno dimostrato malcontento del paziente anche quando molti medici consideravano la comunicazione adeguata o addirittura eccellente (PubMed2).

I professionisti sanitari sopravvalutano le proprie capacità di comunicazione

La stragrande maggioranza degli studi e dei sondaggi effettuati con metodi scientifici in questo campo, che prevedono  interviste dopo le visite, hanno appurato forti discrasie circa la qualità della comunicazione percepita da ambo le parti.

In uno studio famoso pubblicato su JB&JS il 75% dei chirurghi ortopedici intervistati ritiene di aver comunicato in modo soddisfacente con i propri pazienti, ma solo il 21% dei pazienti ha riportato una comunicazione soddisfacente con i propri medici.

Quali sono i benefici per il paziente se il medico comunica “bene”?

Una buona comunicazione medico-paziente ha il potenziale per aiutare a regolare le emozioni dei pazienti, facilitare la comprensione delle informazioni mediche e consente una migliore identificazione delle aspettative e delle percezioni sul decorso della patologia.

I pazienti che ricevono una buona comunicazione dal proprio professionista sanitario sono mediamente più  soddisfatti delle loro cure.

I pazienti concordano con  il medico sulla natura del trattamento, aderiscono meglio alla terapia, e rispettano eventuali follow-up programmati e necessari per l’efficacia del trattamento o per la prevenzione.

Sono stati riportati anche miglioramenti psicologici migliorati e una migliore salute mentale su una importante metanalisi sugli effetti della comunicazione sanitaria sugli outcame clinici,  articolo pubblicato su Jama.

6,10,16 , 25,26 Alcuni studi hanno osservato una riduzione della durata della degenza ospedaliera e quindi il costo delle visite mediche individuali e un minor numero di referral.1,27

Quali sono i benefici per medici e strutture sanitarie?

Numerosi sono i benefici in termini di appropriatezza e sicurezza delle cure e quindi l’argomento diventa interessante anche per coloro che si occupano di gestione del rischio clinico.

Alcuni studi hanno osservato una riduzione della durata della degenza ospedaliera e quindi una riduzione sui costi del sistema (PUbMed3).

I pazienti soddisfatti hanno meno probabilità di presentare reclami formali o intentare azioni legali per negligenza (PubMed4).

I pazienti soddisfatti cedono incredibili vantaggiosi ai medici in termini di maggiore soddisfazione sul lavoro, il che è foriero di minore stress correlato al lavoro e riduzione delle sindromi da burnout.

Vuoi migliorare nella comunicazione? ecco i 6 ostacoli da superare per cominciare subito ad essere empatici

Esistono molti ostacoli a una buona comunicazione nella relazione medico-paziente, alcuni sono dovuti ai pazienti, come aspettative poco realistiche, paura ed ansia.

Altri ostacoli sono insiti nei medici stessi, come la paura di un’azione legale o di una potenziale aggressione, non essere gratificati ed condizioni di lavoro stressanti.

1_La volontà di comunicare diminuisce col tempo

È stato osservato che le capacità comunicative tendono a diminuire man mano che gli studenti di medicina progrediscono nella formazione, fino a, chi più chi meno, perdere l’ attenzione per gli aspetti umani e comunicativi(PubMed5).

2_Non accettare la partecipazione del paziente al processo decisionale

Le buone capacità comunicative praticate dai medici permettono ai pazienti di percepirsi come partecipanti a pieno titolo durante le discussioni relative alla loro salute.

Questa esperienza soggettiva che influenzano il decorso della malattia perché agiscono direttamente sulla psiche attraverso il sentimento della fiducia in se stessi.

Intuire la voglia del paziente di essere parte attiva delle decisioni cliniche fa parte delle capacità ed attitudini professionali del medico.

 3_La paura di non essere all’altezza

In alcuni casi i medici evitano di discutere degli impatti emotivi e sociali che una patologia può avere sui pazienti. A questi medici spesso subentra un senso di angoscia perché o hanno paura di non essere all’altezza di gestire questo problema o semplicemente ritengono di non aver tempo a sufficienza per farlo.

Questa situazione influenzata negativamente i medici e tende ad aumentare l’angoscia dei pazienti. Questo comportamento può comportare  ai pazienti minore disponibilità ad aprirsi e rivelare i propri problemi ciò ovviamente influisce sugli outcome.

4-Scoraggiare i pazienti ad esprimere le loro preoccupazioni

È stato scoperto che i medici scoraggiano i pazienti dall’esprimere le loro preoccupazioni e aspettative, nonché le richieste di ulteriori informazioni.

Chiaramente pensano di farlo a fin di bene con l’intento di attenuare le preoccupazione, ma l’effetto ottenuto è l’opposto!

Questa influenza negativa del comportamento dei medici e la natura risultante della comunicazione medico-paziente dissuade i pazienti dall’affermare il loro bisogno di informazioni e spiegazioni.

La mancanza di spiegazioni sufficienti porta a una scarsa comprensione della problematica da parte del paziente (PubMed5).

5-Non accettare che i pazienti potrebbero “non condividere” diagnosi e terapia

Oggi, i pazienti si stanno emancipando,  non sono destinatari passivi e sono in grado di resistere al potere e all’autorità competente che la società concede ai medici.

Possono resistere implicitamente ed esplicitamente al monologo del trasferimento di informazioni dai medici rielaborando informazioni di esperti, di articoli scientifici.

Oggi sanno anche di poter richiedere velocemente  un secondo o terzo parere, anche con modalità on-line. Tutto ciò sta modificando la visione che i pazienti hanno dei medici, discostandosi dalla figura del medico di paese anni 50 dove c’era un approccio quasi paternalistico.

6- Non analizzare o accettare i diversi contesti sociali

Il paziente deve poter comunicare le proprie prospettive, le proprie esperienze e convinzioni.

Essere attenti alle relazioni e ai contesti sociali assicurerà che queste informazioni vengano ricevute e, cosa più importante, capire su cosa si basano.

Uno studio condotto da Renée Gravois Lee e pubblicato su sciencedirect.com , mostrava il comportamento di pazienti oncologici che continuavano ad esporsi al sole perché davano più importanza al giudizio estetico relativo all’abbronzatura, che ritenevano più importante della stessa neoplasia (PubMed6).

Disuguaglianze, relazioni sociali, convinzioni e vincoli religiosi possono essere i fattori influenti in sanità. Perciò gli operatori sanitari, medici in primis, dovrebbero cercare di andare oltre le pratiche tradizionali di “trasferimento dell’informazione (basato su un monologo unidirezionale), ma andare verso una direzione più utile ed appropriata di scambio di informazioni (basata sul dialogo bidirezionale).

Le 5 Strategie per migliore la comunicazione

Le strategie della comunicazione passano per la  presa di coscienza che esistono delle abilità specifiche che possono essere migliorate e per le quali occorre formarsi.

1_Le abilità che vanno migliorate

I pazienti spesso considerano i loro medici come una delle loro più importanti fonti di supporto psicologico. L’empatia è uno dei modi più potenti per fornire questo supporto per ridurre i sentimenti di isolamento dei pazienti e convalidare i loro sentimenti o pensieri come normali e prevedibili.

Le capacità comunicative vanno coltivate e migliorate, esse coinvolgono sia lo stile che il contenuto che le capacità di ascolto anche in situazioni che richiedono la comunicazione di cattive notizie, al riguardo consigliamo di leggere questo paper molto interessante, pubblicato su The Oncologist e citato circa in 2000 articoli.

2_Formarsi sulla comunicazione

I medici non nascono con eccellenti capacità comunicative, poiché hanno diversi talenti innati.

Possono invece comprendere la teoria della buona comunicazione medico-paziente, apprendere e mettere in pratica queste abilità ed essere in grado di modificare il loro stile di comunicazione se di tanto in tanto si formano e leggono di comunicazione.

È stato riscontrato che l’addestramento delle competenze migliora la comunicazione medico-paziente. Tuttavia, i comportamenti migliorati possono decadere nel tempo, è quindi importante praticare nuove abilità, con feedback regolari sugli insegnamenti acquisiti(PubMed7).

3_Prepararsi ad una comunicazione “collaborativa”

Questo approccio mira a ricucire l’ambita “alleanza medico-paziente” auspicata dalla legge Gelli 24/2017.

Il medico facilita la discussione e la negoziazione con i pazienti e le opzioni di trattamento sono valutate e adattate al contesto della situazione e delle esigenze dei pazienti, sempre nell’ambito di una cornice che rispetta le linee guida.

Bisogna quindi tener conto delle aspettative del paziente, del  livello di accettazione del rischio e del dolore, e qualsiasi impedimento associato a massimizzare l’aderenza e assicurare il miglior risultato.

4_Imparre a gestire i “conflitti”

Il medico deve riconoscere sentimenti di conflitto del paziente, come rabbia, confusione, incertezza e sviluppare abilità per identificare le risposte problematiche nel paziente per declassare la situazione e consentire ai problemi relazionali di trasformarsi in successo clinico.

In questi casi, l’obbiettivo è disinnescare schemi negativi e per farlo bisogna ammorbidire le propri posizioni, anche se si è rigidamente certi delle proprie convinzioni. È necessario quindi  cercare un approccio più esplorativo che si sforzi di comprendere la situazione da un’altra prospettiva.

5- Imparare a gestire  le “credenze” dei pazienti

I pazienti costruiscono la propria versione di appropriatezza clinica in base alle loro credenze culturali,  visioni personali del mondo e ai contesti sociali, il che può tradursi in un’aspettativa divergente della corretta pratica.

In questi casi, è necessario identificare le barriere che causano divergenze ed i benefici percepiti del trattamento, e comunicando la diversa prospettiva di come vanno ad esempio percepiti ed affrontati determinati sintomi (PubMed8).

Molti medici approcciano con successo a questo problema, chiedendo al paziente poi di riassumere ciò che è stato detto. Ciò per migliorare l’aderenza dei pazienti ai piani medici ed assicurando che siano compresi i benefici e l’importanza del trattamento.

Corsi e Formazione in Comunicazione Medico Paziente

“In principio parole e magia erano una sola cosa, e persino oggi le parole conservano molto del loro potere magico. Attraverso le parole ognuno di noi può dare a qualcun altro la massima felicità oppure portarlo alla totale disperazione; attraverso le parole l’insegnante trasmette la sua conoscenza agli studenti; attraverso le parole l’oratore trascina il pubblico e ne determina giudizi e decisioni. Le parole suscitano emozioni e sono il mezzo con cui generalmente influenziamo i nostri simili”.
Sigmund Freud

Questa celebre frase di Freud solo per trasmettere il consiglio che data l’importanza del settore sarebbe meglio affidarsi ad uno specialista in comunicazione sanitaria .

Coloro che sentano seriamente l’esigenza migliorare il proprio approccio comunicativo col paziente possono effettuare una ricerca sul web scrivendo “comunicazione medico paziente ECM”, abbiamo testato la ricerca e riteniamo che google fornisce dei risultati pertinenti per coloro che cercano   convegni formativi sul tema con crediti formativi in fase di iscrizione.

Una intervista al prof.Egidio A. Moja

Il Prof. Egidio Moja, Università degli Studi di Milano, è uno dei maggiori esperti in tema di comunicazione medico paziente, riportiamo un’intervista che chiarisce il campo di applicazione della materia ed aiuta anche a cercare il proprio percorso formativo.

Take Away

“Il paziente non si preoccuperà mai di quanto sai, fino a quando non saprà quanto ti importa.”

Molti degli eventi avversi e dei contenziosi riguardanti i medici sono legati a problemi di comunicazione, non alla competenza clinica. I medici con migliori capacità comunicative e interpersonali riescono a gestire meglio il decorso della patologa, sono in grado di rilevare i problemi in anticipo e fornire quindi un migliore supporto ai loro pazienti.

 

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