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Dipendenza da Videogiochi “Reset” in 5 Mosse | Test Livello di Dipendenza

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Dipendenza da Videogiochi “Reset” in 5 Mosse | Test Livello di Dipendenza

Chi non ha mai fatto una partita a Candy Crush?

Ma quando sto lí, immerso nel mondo di Call of Duty o Assassins Creed, il mio cervello è, letteralmente, assorbito dall’ambiente virtuale. E, parliamoci chiaro, è molto piú di un semplice gioco: si entra a far parte di un mondo, che sebbene irreale, è credibile, complesso, e visivamente molto coinvolgente.

Non c’è nulla di male in questo. Anzi, i videogiochi ci possono portare anche svariati benefici, lo dicono gli studi. ebm(1)

Cosa succede, però, al mio cervello, quando decido di fare ritorno alla realtà concreta?

Ritorno cambiato? O é tutto uguale a prima? ….Bè, dipende da quanto tempo passo a giocare.

Fatto sta, che l’abitudine al gioco virtuale cambia il mio cervello.

I videogiochi possono, infatti,  abituare il nostro cervello ad un livello di stimolazione, talmente alto, che difficilmente riusciamo a sperimentarlo nella vita reale. Ed ecco che, potenzialmente, si finisce in un circolo vizioso, il quale, soprattutto se hai meno di 30 anni, potrebbe portare ad una vera e propria dipendenza.

Ma bando agli allarmismi! Scopriamo in che modo i videogiochi ci cambiano il cervello, quali sono i campanelli d’allarme e come capire se tu, un tuo amico o tuo figlio, è affetto dalla videogame addiction.

Call of Gaming – Il Richiamo Psicologico dei Videogiochi

Anche se chiunque di noi potrebbe ritrovarsi con una dipendenza da videogiochi, le persone piú a rischio sono i bambini,  gli adolescenti e i giovani adulti, dato che, spesso non riesco a stabilire dei giusti limiti per regolare i propri comportamenti, e di conseguenza, non riconoscono un’abitudine come malsana.

C’è da dire poi, che i videogiochi sono progettati in modo da stimolare i naturali interessi dei bambini e degli adolescenti.

La chiave per comprendere questo fenomeno è che qualsiasi sia l’interesse specifico di un ragazzo (ma anche di un adulto)..probabilmente esiste un videogioco che gli permette di soddisfarlo nella realtà virtuale, con alcuni benefici:

  • Posso esplorare questi interessi, secondo modalità coinvolgenti e visivamente accattivanti (il realismo di FIFA, Grand Slam Tennis ecc è impressionante!)
  • Posso creare un’identità personale piú potente e stimolante (appartenere alla stirpe degli elfi della notte di Azeroth..bè..non regge il paragone)
  • Non ho bisogno di coltivare la mia identità nella vita reale, con costi e sacrifici molto più alti (qui mi trovo in una comunità di persone che condividono il mio stesso interesse, il grosso è fatto!)

Associarsi alla comunità virtuale, creare dei legami sociali, ottenere premi e raggiungere obiettivi  (furbamente studiati dai game designer con tecniche di rinforzo comportamentale)…non fa altro che aumentare la mia dedizione al videogioco.

Ecco spiegata la magica attrattiva dei moderni giochi virtuali.

Ma il solo fatto di giocare abitualmente, non vuole dire, per forza, che si è dipendenti!

Aggiungiamo, infatti, un quarto elemento, importante per capire la dipendenza dai videogiochi:

  • Il gioco virtuale mi permette di fuggire temporaneamente da un problema o di gestire in questo modo un problema che voglio evitare (uno stato d’ansia, un umore depresso, difficoltà relazionali, insoddisfazione per la vita ecc.)

In Campania si stima che lo 0,5% della popolazione giovane, piú maschi che femmine, soffrono della dipendenza da videogioco. Non ci dimentichiamo, comunque, che ad oggi, non esiste una diagnosi ufficiale (come quella per la dipendenza dal gioco d’azzardo ad esempio).

Come spiega Cam Adair, ospite di TedTalk e fondatore del sito gamequitters.com, lui stesso ex-dipendente da video giochi:

La questione non è se devi giocare, o non devi giocare, ma è giocare con moderazione. Il problema è quando non riesci a farlo.

Videogame Addiction – Quando il Cervello va in Fumo

Molto spesso si gioca per combattere la noia.

L’abitudine a giocare, infatti, abitua il nostro cervello ad essere costantemente bombardato da stimoli. Il videogioco ci ricarica con un Afflusso di Dopamina a Rapido Rilascio (Dopamine Rush) ebm(2) (3)

In altre parole, al pari di una droga, il videogioco ci può regalare una rapida sensazione di piacere, come se fosse una vera e propria “pasticca della felicità”. In diversi studi, i ricercatori hanno notato l’attivazione del circuito dopaminergico nei soggetti impegnati a giocare a videogiochi di simulazione. Si è osservato allora che, l’attività di gioco può aumentare i livelli di dopamina, in modo simile a quanto accade durante l’uso di droghe come l’ecstasy. ebm(4)

L’effetto vale anche per chi non riesce a fare a meno di internet…(praticamente gran parte di noi!)

E quanto più tempo trascorriamo giocando, tanto più grande sarà la noia che avvertiremo quando smettiamo di giocare. Cam Adair, ex dipendente da videogiochi, lo definisce “La Nebbia del Videogioco” (gaming fog), cioè un’assuefazione neurochimica agli effetti del videogioco.

Forse non sei tu a voler giocare, ma è il tuo cervello che ti dice di farlo.

Ma non è tutto. L’esperto in materia, infatti, elenca 3 cambiamenti neuropsichici che derivano dall’abitudine di giocare in modo massiccio:

  • Inibizione della risposta del piacere: le attività quotidine non mi soddisfano più, perchè non mi stimolano abbastanza
  • Iper-reattività al gioco virtuale: mi diverto molto quando gioco, ma tutto il resto è noioso e il contrasto diventa sempre più grande
  • Perdita della forza di volontà: i cambiamenti nella corteccia prefrontale riducono la mia forza di volontà, e non riesco più a tenere sotto controllo quest’abitudine

Come Premere “Reset” – I 5 consigli di chi ce l’ha fatta

#1 Non è importante se giochi, o la tipologia del gioco, ma scoprire PERCHÈ stai giocando. Se riesci a capire il motivo che ti porta a giocare per tanto tempo, solo allora puoi fare il passo successivo per cambiare il tuo comportamento. Ciò che conta non è tanto se hai una dipendenza ufficiale o meno, ma il fatto che vuoi smettere di dedicare così tanto tempo ai videogiochi.

#2 Identifica le motivazioni alla base che ti spingono a giocare al videogioco e ricercale in altre attività: sei hai difficoltà a relazionarti con gli altri o a stringere nuovi contatti o nuove amicizie, potresti per esempio cercare un’attività in cui poter interagire con altre persone senza sentirti giudicato (un gruppo lettura, uno sport, un gruppo cinema o di amanti di musica, cucito, scambio linguistico ecc), degli hobby diversi, nel mondo reale, in cui senti di poter essere te stesso.

#3 Monitora il tempo che trascorri giocando o navigando su internet e stabilisci dei limiti. All’inizio potrebbe essere difficile rispettarli, potresti arrivare a sentire sintomi di astinenza, come irritabilità, mal di testa e sbalzi d’umore. Per aiutarti, allo scadere del tempo stabilito, cerca di recarti in luoghi dove non ci sono computer (la biblioteca, il parco ecc). Nel caso di bambini o adolescenti, il compito di stabilire dei limiti spetta a voi genitori!

#4 Prova a fare il 90-day detox, accetta la sfida, se davvero sei stanco di passare troppo tempo ai videogames oppure in internet, disintossicati con 90 giorni di totale astinenza! In questo periodo, cerca di riempire la tua vita di altre attività, esplora nuovi interessi, rinuncia a frequentare persone che passano molto tempo in rete.

#5 Se proprio non riesci a fare a meno della console o del pc, puoi cercare aiuto: cerca lo psicoterapeuta più vicino a te. Al policlinico Gemelli di Roma è stato aperto di recente un ambulatorio dedicato alle dipendenze da internet e videogioco.

Fai il Test – Scopri Quanto Sei Dipendente

Il test è ispirato all’Internet Addiction Test (IAT) della Dott.ssa Kimberly Young

Si tratta di uno strumento valido per misurare il proprio grado di dipendenza da internet o dai videogiochi. Il questionario è composto da 20 domande e richiede circa 10 minuti per essere completato. Prima di rispondere alle domande, prendi carta e penna e segnati il numero di ogni tua risposta, alla fine fai la somma dei punteggi e scopri se hai un livelli di dipendenza lieve, moderato o alto.

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Il Verdetto Finale

Le dipendenze, qualunque esse siano, impigriscono la nostra mente e ci abituano a ricompense immediate e facili, alle quali, però, alla fine diventiamo assuefatti. Iniziamo a desiderarne dosi sempre maggiori e ci perdiamo nell’infinita ricerca compulsiva di quel comportamento. I videogiochi non fanno eccezione, per quanto, all’apparenza possono sembrare piuttosto innocui.

La regola numero uno per uscirne è : scoprire cosa manca davvero nella nostra vita, qualcosa che ricerchiamo nel gioco o in internet.

La risposta è fondamentale per iniziare un cambio di abitudini. E se vuoi qualche consiglio ti suggeriamo il testo di Leo Babauta, autore di Zen Habits Abitudini – Le soluzioni e i metodi più efficaci per migliorarle

Se la tua dipendenza è alta, non devi esitare a cercare aiuto, ti aiuterà ad iniziare una nuova vita, molto più appagante.

  • Cerca lo psicologo più vicino a te

 


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