Sappiamo tutti che il mondo può diventare un posto davvero folle e pericoloso a volte. Cedere ai richiami della pubblicità mediatica può essere una vera tentazione sopratutto quando si tratta di allenamenti miracolosi. Dobbiamo essere preparati per affrontare le sfide che la vita ci impone!

Ma anche se la vita è una battaglia, non significa che bisogna arrivare a fare degli allenamenti distruttivi ogni volta che si va in palestra. Ogni vero atleta conosce l’importanza del riposo, del recupero delle energie perdute, e di dover ripartire l’intensità dell’allenamento in maniera intelligente, a seconda degli scopi e delle proprie abilità. 

Ultimamente si sta diffondendo un fitness trend che propone l’idea dell’allenamento inteso come un’ora (anche due) di guerra spietata da combattere contro il proprio corpo.

Un esempio su tutti è il military training, la “militarizzazione del fitness” – e include tutti i workout ispirati ai boot-camp, all’allenamento dei Marines, a delle assurde routine di intenso body-building e in generale a tutte le pratiche legate alla glorificazione del dolore. 

Addirittura viene data priorità al dolore anche quando si tratta di scegliere le migliori tecniche di riabilitazione e recupero fisico. 

Questo trend sta diventando il sintomo di una malattia piú grande, chiamata dismorfia muscolare (PubMed

Psychol Res Behav Manag. 2016; 9: 179–188.
Pubblicato il 3 agosto 2016.
Dismorfismo muscolare: approfondimenti attuali
David Tod
) o anche vigoressia.

Ci troviamo immersi in una cultura ossessionata dalla grandezza e definizione muscolare, e quest’aspetto ha trovato il modo per insinuarsi in ogni sfaccettatura della vita, persino nei workouts.

L’Esasperazione e l’Esaurimento non sono dei Status Symbol

In effetti tenersi fisicamente attivi fino all’esaurimento è diventato uno status symbol nella nostra cultura. E questo rappresenta il problema principale – lavoriamo e ci alleniamo fino alla stremo delle forze.

È da quando siamo bambini che ci bombardano di messaggi che professano, che per avere successo nella vita, dobbiamo fare gli straordinari, sacrificare la nostra salute, i nostri amici, e persino la nostra felicità e la nostra sanità mentale per ottenere ciò che vogliamo.

Arrivare ad un stato di esaurimento cronico, al burnout, non è la chiave per il successo, è invece l’apripista per problemi di salute psicofisica molto pericolosi. Una gara in cui il traguardo è segnato dal disagio mentale e dalle disfunzioni fisiche. Nella maggior parte dei casi questo atteggiamento conduce ad una sofferenza che poteva essere evitata nel 100 percento dei casi.

Tutto ciò è accompagnato da comportamenti auto-punitivi, infliggendosi allenamenti pesanti, spesso anche molto lunghi che portano anziché a progressi nel tempo ad uno stato di sovra-allenamento con le dovute conseguenze psico-fisiche nonché a diete o regimi dietetici drastici e molto rigidi che il più delle volte portano a quel che oserei definire una forma di “auto isolamento sociale’.

In che modo l’ossessione del fisico e dello stare al 100% sempre influisce sul vostro workout?

Il primo passo è essere consapevole che un’ossessione che cresce lentamente sta influenzando la vostra salute, la vostra felicità, e la sostenibilità dei programmi di allenamento scelti per raggiungere i vostri scopi.

In quanti di questi “slogan” di dire vi riconoscete?

  • Nessun dolore, nessun guadagno. Bisogna soffrire per tornare in forma
  • Piú si fa, piú si ha. È ovvio
  • Il workout è un dovere, non richiede divertimento
  • Se non arrivo quasi a vomitare, non sto dando il massimo
  • Il workout successivo deve essere fisicamente piú intenso di quello precedente
  • Mi sento un fallito se perdo un workout

Se la risposta è almeno due, allora state cominciando a far parte lentamente del disturbo che dal 1997 gli psicologi chiamano “dismorfia muscolare”. E questo può anche andare bene se avete deciso di dichiarare guerra al vostro corpo.

Molti di noi sono passati per quella fase. Io ci sono stato per una decade intera, e avrei tante storie da raccontare in proposito. Non vi voglio sminuire – vorrei solo dire che questo non è l’unico modo per allenarsi e che questo, tra tutti, è il modo piú insostenibile. Se riuscite a trarre beneficio dalla mia esperienza personale, ne sarei felice.

Dosare Efficacemente l’Intensità degli Allenamenti e Gestire il Dolore Fisico

Esiste un’enorme differenza tra chi riesce a dosare l’intensità dell’allenamento in maniera intelligente rispetto a chi lo fa in maniera compulsiva. Per poter raggiungere gli obiettivi del workout, dovete riconoscere i vostri limiti ed imparare a tollerare il disagio fisico. Quindi, non dovete utilizzare il mio articolo come scusa per andarci piano tutte le volte che vi allenate. Infatti anche questa può diventare una trappola.

Bisogna trovare un equilibrio. Dovreste imparare a interpretare correttamente cosa vi dice il vostro corpo, imparare ad ascoltare le sensazioni e i segnali che vi manda, per capire quali giorni sono i migliori per darci dentro con lo sport e quali invece vanno bene per recuperare il tono fisico e riposare.

Una volta diventati esperti del linguaggio del vostro corpo, vi accorgerete di quanto sarà piú semplice arrivare a fare training piú intensivi, riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati e sopratutto evitare malori e incidenti.

Concludo

Siete disposti a distruggere il vostro corpo per apparire dei superman a trent’anni o quarant’anni? Oppure siete piú propensi ad esplorare la filosofia del “less is more” (la semplicità a volte vale di piú)?

Questo significa lasciare alle spalle la mentalità del “nessun dolore, nessun guadagno”, e dedicarvi alla cura della vostra salute e al raggiungimento dei vostri obiettivi in maniera piú autentica, per avere una vita entusiasmante e sperimentare il movimento anche a 90 anni.

Qualunque obiettivo legato alla salute e all’attività fisica richiede una salda motivazione. Ma viverla come un’avventura personale, e non solo come un fenomeno di massa, rende queste esperienze molto piú arricchenti.

Articolo Vigoressia : Vigoressia : il fitness che fa male