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Emorroidi

Emorroidi

Emorroidi : Guida Definitiva 2020 al Trattamento delle Emorroidi

Soffrire di emorroidi è una condizione molto più comune di quanto pensi.

Si stima che dai 50 anni d’età, il 10% della popolazione ha sperimentato i sintomi della patologia emorroidaria almeno una volta nella vita.

Insomma, non è il caso di farne un tabù: probabilmente, quell’uomo che ti siede accanto in questo momento in autobus, potrebbe perfettamente capire quello che stai provando!

Quindi smettiamo di provare imbarazzo al solo pensiero di parlarne e, piuttosto, proviamo a capire meglio cosa sono le emorroidi e come trattarle definitivamente.

Emorroidi o Malattia Emorroidaria?

Innanzitutto, chiariamo una questione: “avere le emorroidi” non vuol dire avere una malattia. Nonostante questa espressione dilaghi nel parlato comune, non è corretta, semplicemente perché noi tutti abbiamo le emorroidi! Si tratta di una condizione fisiologica universale.

Le emorroidi sono dei cuscinetti costituiti da una fitta rete di vasi sanguigni che si trovano nella parte finale del canale anale. La loro funzione è quella di contribuire al mantenimento della continenza fecale. Inoltre le emorroidi agiscono a protezione dello sfintere anale durante il passaggio delle feci.

La patologia emorroidaria indica, invece, la particolare situazione patologica in cui i vasi emorroidari si dilatano eccessivamente fino all’indebolimento e alla perdita di elasticità, cosa che in genere porta al prolasso (fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale). Si passa in questo modo da un fenomeno normale ad un fenomeno problematico, che include un quadro sintomatologico preciso.

In questo video il dott. Schiano di Visconte ci spiega la differenza tra emorroidi e malattia emorroidaria, sintomi e terapia

Patologia Emorroidaria: Gradi e Sintomi

I sintomi della malattia emorroidaria non hanno bisogno di presentazioni (purtroppo): dolore, bruciore, fastidio nella zona anale, fino ad arrivare a sanguinamento e prolasso delle emorroidi, con conseguente dolorosa e fastidiosa sensazione di prurito, umidità e ingombro.

Tuttavia i sintomi, e i conseguenti trattamenti, cambiano in base allo stato di avanzamento della condizione.

Quindi, in base alla gravità, le emorroidi possono essere così cassificate:

I gradi delle emorroidi

L’intervento per risolvere il problema, chiaramente, sarà diverso in base allo stadio in cui si trova attualmente la patologia emorroidaria. In ogni caso, anche i primi gradi non sono da sottovalutare, in quanto, se non trattati, possono evolversi nei gradi successivi, e quindi portare ad una condizione di prolasso perenne.

Quando Rivolgersi Allo Specialista?

Purtroppo, quando si parla di emorroidi, il primo ostacolo al loro trattamento è il pudore. Spesso le persone hanno vergogna solo al pensiero di parlarne, o temono il momento della visita dallo specialista. Si preferisce, quindi, accettare i consigli di amici e parenti, che spesso ci indirizzano in farmacia alla folle ricerca di quella crema miracolosa, o di quel farmaco che lo zio del mio amico ha trovato ottimo!

E invece,

l’automedicazione è da bandire

Trovare rimedi in maniera autonoma può essere, infatti, nel migliore dei casi, assolutamente inutile e non risolutivo. Ma alcuni rimedi spesso vociferati, come il ghiaccio, ad esempio, possono anche rivelarsi dannosi e peggiorare il problema. Inoltre, non sottoporsi alla visita medica può voler dire non scoprire una patologia più grave che potrebbe celarsi dietro il sintomo manifesto.

Parlarne con un medico costituisce il primo importante passo verso la risoluzione definitiva.

Ad esempio, il sintomo del sanguinamento, sebbene nella maggioranza dei casi è semplicemente correlato alle emorroidi, in alcuni casi può invece segnalare una patologia ben più grave, che il medico, con i dovuti esami, sarà in grado di diagnosticare o di escludere.

In poche parole? Ai primi sintomi, è bene parlarne col medico di base, che può indirizzarci da uno specialista, il proctologo.

  • Prenota una visita dal proctologo

Il proctologo, attraverso un’accurata anamnesi e la visita medica, sarà in grado di fare un’accurata diagnosi e di proporci il trattamento più adeguato.

COME SI CURANO LE EMORROIDI?

Il trattamento delle emorroidi infiammate varia a seconda della loro intensità e della loro durata nel tempo.

Nelle situazioni più lievi, ad esempio, le emorroidi possono anche risolversi senza intervenire se non con un cambiamento della dieta, o magari con un aumento del consumo di liquidi e di fibre. Ma può essere comunque utile sottoporsi a un trattamento medico basato su farmaci ad azione locale, se il medico lo riterrà opportuno.

Proviamo a tracciare delle linee guida di base per capire, in linea di massima, quale potrebbe essere la soluzione in base allo stadio di avanzamento della patologia.

Malattia Emorroidaria di Primo Grado

Come spiega il professor Antonino Spinelli, responsabile della Chirurgia del Colon e del Retto in Humanitas, “Per la malattia emorroidaria di primo grado in genere è sufficiente bere almeno due litri di acqua al giorno, seguire una dieta varia e ricca di frutta e verdura, svolgere attività fisica, regolarizzare l’intestino e prendere ciclicamente dei farmaci flebotonici per rafforzare le pareti vascolari del plesso emorroidario”.

In questo caso, quindi, in ottica preventiva, potrebbe essere sufficiente correggere immediatamente le proprie abitudini di vita giocando d’anticipo.

Gli esperti consigliano, dunque, innanzitutto di mantenere uno stile di vita sano.

  • Seguire una dieta equilibrata e ricca di fibre
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno
  • Non restare troppo tempo sul water
  • Curare l’igiene intima
  • Assecondare lo stimolo a evacuare cercando di non trattenersi per non sottoporre a uno stress eccessivo la zona ano-rettale
  • Dedicarsi a una leggera attività fisica che stimoli la funzionalità intestinale prevenendo la stitichezza

prevenire emorroidi

Tuttavia molto spesso, in abbinamento ad uno stile di vita sano, il medico può consigliare di intervenire anche attraverso farmaci come pomate topiche o farmaci vasoprotettori.

Al primo stadio, quindi, solitamente si prescrivono delle cure che possono essere preventive e utili per alleviare si sintomi.

Malattia Emorroidaria di Secondo Grado | Trattamenti

Legature Elastiche

Si tratta di un metodo ambulatoriale, non invasivo e indolore. Prevede l’applicazione di due elastici i quali servono per “legare” il nodo emorroidario all’interno del canale anale. Successivamente, senza che noi ce ne accorgiamo, si verifica un naturale distacco dell’emorroide, che quindi viene eliminata grazie all’azione della legatura elastica Pubmed.

Scleroterapia Iniettiva

Si tratta di una tecnica d’elezione nel caso delle emorroidi sanguinanti di I e II grado Pubmed.

Il trattamento funziona iniettando una soluzione di fenolo o polidocanolo, in grado di creare una cicatrice fibrosa, arrestando cosi’ il sanguinamento emorroidario. In genere si effettuano 3-4 iniezioni ed e’ possibile ripeterle a distanza di 4 settimane.

Fotocoagulazione a Raggi Infrarossi

Il metodo a infrarossi puo’ essere utilizzato per la malattia emorroidaria di primo grado, secondo o terzo grado, quando il prolasso non e’ voluminoso Pubmed.

Si tratta sostanzialmente di un metodo simile alla scleroterapia iniettiva. In questo caso pero’ la coagulazione non avviene per mezzo di un’iniezione, ma grazie all’effetto coagulante generato da una sonda a infrarossi, i cui raggi vengono trasformati in calore al vertice dell’emorroide.

Soluzioni Definitive per le Emorroidi di Terzo e Quarto Grado

In questo video il Dott. Luca Spreafico ci spiega i 3 interventi chirurgici piu’ comuni per le emorroidi di terzo e quarto grado

Tecnica di Longo (PPH – Procedure for prolapse haemorroids)

La tecnica PPH ha rivoluzionato la cura della malattia emorroidaria. Questa procedura, inventata dal chirurgo proctologo Antonio Longo, e’ una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale per l’asportazione delle emorroidi Pubmed.

Infatti, mentre precedentemente si era cercato il metodo migliore di asportare le emorroidi, con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riposizionate e ricollocate nella loro sede anatomica naturale. Durante l’intervento viene utilizzata una suturatrice circolare (detta stapler) per ridurre il grado di prolasso.

L’intervento con la tecnica PPH normalmente viene eseguito  in anestesia locale e dura in media 20-30 minuti e richiede di regola un breve ricovero (2/3 giorni).

La tecnica PPH e’ l’intervento di prima scelta per le emorroidi prolassate di II, III e IV. 

Per sapere come avviene l’intervento PPH guarda questo video. Nonostante sia in lingua inglese, le immagini ti spiegheranno passo passo quello che succede durante l’intervento

Tecnica S.T.A.R.R. ( Stapled Transanal Rectal Resection)

Un’altra tecnica proposta da dott. Longo e’ la S.T.A.R.R., si tratta del metodo più recente e meno invasivo per il prolasso muco-emorroidario Pubmed.

E’ a tutti gli effetti un “lifting” della mucosa prolassata, che ripristina la giusta circolazione venosa evitando ulteriori sanguinamenti.

Attenzione il video e’ molto esplicito e adatto ai piu’ coraggiosi! Puoi osservare come viene eseguito l’intervento con la tecnica S.T.A.R.R. dal dott. Adolfo Renzi

Dearterializzazione Emorroidaria (THD)

Guarda il video per sapere esattamente come viene effettuato l’intervento con il metodo THD

In questo intervento minivasivo, sempre piu’ utilizzato negli ultimi anni, si procede con l’interruzione del flusso arterioso attraverso speciali legature circolari che creano una specie di “cappio” alla base dell’emorroide. In questo modo il tessuto prolassato viene riposizionato nella sede anatomica corretta.

Si ricorre a questa tecnica nei casi di emorroidi di III grado con sanguinamento. Si tratta di un intervento molto meno doloroso e che garantisce una ripresa post-operatoria molto piu’ rapida rispetto agli interventi tradizionali Pubmed.

Emorroidoplastica laser (LHP)

Si tratta di un approccio utilizzato per il trattamento delle emorroidi avanzate che viene effettuato in anestesia locale, generale o spinale Pubmed.

L’energia del laser viene focalizzata centralmente sul nodo emorroidario, eliminandolo dall’interno, ma al contempo preservando la mucosa e la struttura dello sfintere.

La tecnica LHP permette di:

  1. Posizionare la fibra laser esattamente al centro del cuscinetto emorroidale
  2. Ridurre dall’interno l’emorroide
  3. Preservare la mucosa e i tessuti dello sfintere
  4. Velocizzare la ripresa post-operatoria dato che  non vengono effettuate incisioni

Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan

In questo video dell’Ospedale Niguarda trovi tutto quello che c’e’ da sapere sulla emorroidectomia:

Per le emorroidi avanzate di IV grado si procede con l’emorroidectomia, che rappresenta l’intervento di chirurgia tradizionale per la cura radicale delle emorroidi Pubmed.

Questa procedura prevede la rimozione chirurgica dell’eccesso di tessuto che provoca il sanguinamento e il prolasso. L’intervento di solito viene effettuato in day surgery, in ricovero giornaliero, ha una durata di circa 30-40 minuti e puo’ essere effettuato in anestesia generale, spinale o locale.

Le ferite ci mettono circa una settimana per cicatrizzarsi e questo provoca il classico dolore post-operatorio che, pero’, puo’ essere gestito con il ricorso a farmaci antidolorifici prescritti dal medico.

Il Verdetto Finale

Se hai il sospetto di avere emorroidi, ricordati che automedicarsi e’ la scelta piu’ controindicata! La prima cosa da fare e’ rivolgersi subito al medico proctologo, che puo’ risalire alla causa e determinare il trattamento piu’ giusto per il proprio caso. Ricordati che i trattamenti meno invasivi e piu’ indolore sono indicati solo per le emorroidi in stadi precoci, quindi prima decidi di affrontare il tabu’ e parlarne con il medico, meglio e’!

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