Questa pagina contiene annunci di servizi o prodotti che riteniamo utili per i nostri lettori. Scopri il nostro processo di selezione

Soffri di emorroidi di terzo o quarto grado? non disperare!

In questo articolo è ben spiegato come oggigiorno, per le emorroidi, le tecniche di intervento mini-invasive stanno soppiantando completamente la dolorosa e rischiosa chirurgia tradizionale che ha il nome di emorreidectomia.

Alcune immagini o video (di emorroidi) potrebbero urtare la sensibilità dei bambini. Vi consigliamo di non visitare questa pagina in presenza di un pubblico giovane.

Sommario

  1. Le Linee Guida per le emorroidi di terzo e quarto grado 2. Le tecniche diverse dalla chirurgia Tradizionale 3. Il tuo grado di emorroidi 4. Quando è possibile evitare l’intervento? 5.Un video intervista molto chiaro da parte di un esperto 6.Tecnica STARR – Longo con metodo Stapler – 7. Dearterializzazione Emorroidaria (THD) 8. Emorroidoplastica laser (LHP) 9. Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan 10. Dopo l’intervento le emorroidi possono ripresentarsi? 11. Anestesia 12. Dolore post intervento 13. Quali farmaci sono consigliati prima di giungere all’intervento? 14. Conclusioni

1. Le Linee Guida per le emorroidi di terzo e quarto grado

Per il terzo e quarto grado le Linee Guida invece danno indicazioni di intervenire sempre con interventi risolutivi e definitivi che può essere sia la più dolorosa ma efficace chirurgia tradizionale sia altre tecniche meno invasive, meno dolorose, ma altrettanto efficaci.

2. Le tecniche diverse dalla chirurgia Tradizionale

Tra le tecniche di intervento per risolvere il prolasso (fuoriuscita) delle emorroidi vi presentiamo le più importanti:

  • Tecnica S.T.A.R.R. – Longo . ( Stapled Transanal Rectal Resection);
  • Dearterializzazione Emorroidaria (THD);
  • Emorroidoplastica laser (LHP);
  • Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan (Chirurgia tradizionale);

Alcune di queste tecniche sono molto interessanti perchè rendono meno fastidioso e doloroso l’intervento che avviene in maniera meno invasiva all’interno dell’ano. Quindi nel post operatorio non ci sarà necessità di avere la famosa ciambella, il paziente infatti può sedersi già un ora dopo l’intervento. Quindi i livelli di dolore e fastidi sono nettamente inferiori!

Chiaramente non tutti i tipi di emorroidi possono essere curati allo stesso modo, ci sono dei gradi di emorroidi cui basteranno dei farmaci, altri gradi invece avranno bisogno di intervenire diversamente con un intervento.

3. Il tuo grado di emorroidi

In genere, le emorroidi vengono così classificate in base alla gravità. Le emorroidi di primo e secondo grado solitamente non richiedono interventi.

Per quelle di primo grado abbiamo un lieve aumento della congestione emorroidaria interna senza prolasso, mentre per quelle di secondo grado, abbiamo anche un piccolo prolasso esterno che tende a ridursi spontaneamente. In questi due casi la cura consiste essenzialmente in:

  1. Cambiare il proprio regime alimentare;
  2. Cambiare stile di vita ed usare prodotti specifici;’]”Self Care”[/simple_tooltip] .

Le emorroidi di Terzo grado si presentano come una importante congestione emorroidaria con prolasso esterno che può essere ridotto solo manualmente.

Le emorroidi di Quarto grado, abbiamo un prolasso mucoemorroidario esterno non riducibile.

Se vuoi maggiori chiarimenti circa i gradi di emorroidi, puoi consultare l’articolo: <Emorroidi: Foto HD dal Primo al Quarto Grado, Interne ed Esterne | Tu quali hai?>

4. Quando è possibile evitare l’intervento?

Oggigiorno il trattamento non chirurgico è preferito perché è associato a meno dolore e meno complicazioni rispetto al trattamento chirurgico. Si stima che meno del 10% dei pazienti  richieda un intervento chirurgico di emorreidectomia se le emorroidi vengono trattate in tempo.

I proctologi operano le emorroidi sintomatiche. Con le emorroidi anche di terzo grado ed eventualmente di quarto grado, che non diano alcun disturbo in termini di dolore, sanguinamento, ecc, si preferisce non intervenire!.

Quindi l’indicazione chirurgica può esserci solo se c’è un peggioramento della qualità della vita del paziente.

Questo perché, seppur minimo, c’è il rischio di creare un paziente incontinente (incontinenza fecale) perché quei cuscinetti emorroidali che non danno disturbi patologici servono a quel paziente per la sua continenza e quindi non si deve mai fare l’errore di operare a prescindere, o solo per questioni estetiche!

5. Un video intervista molto chiaro da parte di un esperto

Le tecniche mininvasive per intervenire sulle emorroidi di terzo e quarto grado stanno diventando il gold standard per questa patologia, soppiantando l’invasiva e complicata emorroidectomia.

Consigliamo vivamente di guardare il video del Dott. Luca Spreafico, che in 4minuti ci spiega che ci sono 3 importanti modalità di intervento sulle emorroidi di terzo e quarto grado. 

La cosa importante è comunicare col paziente e renderlo partecipe circa l’intervento più o meno invasivo da eseguire.

6. Tecnica STARR- Longo con Metodo Stapler

La tecnica STARR ha rivoluzionato la cura della malattia emorroidaria. Questa procedura, introdotta dal chirurgo proctologo Antonio Longo, e’ una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale per l’asportazione delle emorroidi PubmedProcedure for prolapse and hemorrhoids vs traditional surgery for outlet obstructive constipation.

E’ a tutti gli effetti un “lifting” della mucosa prolassata, che ripristina la giusta circolazione venosa evitando ulteriori sanguinamenti. Durante l’intervento viene utilizzata una suturatrice circolare (detta stapler) per ridurre il grado di prolasso.

Il chirurgo in sede operatoria, accedendo dal canale anale, rimuove la parte di tessuto di mucosa rettale soggetta del prolasso e ricolloca la mucosa, i cuscinetti emorroidali e l’anoderma nella loro posizione originaria. Viene terminato con una suturatrice circolare per una cucitura sterile della mucosa, consentendo di eseguire l’intervento in maniera rapida e sicura.

L’intervento , eseguito internamente nel canale anale, in zone non innervate, provoca significativamente meno dolore  rispetto alle metodiche tradizionali , non creando quindi ferite esterne l’ano. Questa tecnica che può essere eseguita in anestesia locale dura 30-45 minuti e nella maggior parte dei casi, non insorgono complicanze.

In fase post-operatoria si riscontrano infatti scarsi episodi di sanguinamento e prurito ed un consumo ridotto di analgesici.

La tecnica STARR con metodo stapler e’ l’intervento di prima scelta per le emorroidi prolassate di II, III ed in alcuni casi anche IV grado. 

  • Guarda il video per sapere come avviene l’intervento PPH, le immagini ti spiegheranno passo passo quello che succede durante l’intervento

7. Dearterializzazione Emorroidaria (THD)

In questo intervento minivasivo, sempre piu’ utilizzato negli ultimi anni, si procede con l’interruzione del flusso arterioso attraverso speciali legature circolari che creano una specie di “cappio” alla base dell’emorroide. In questo modo il tessuto prolassato viene riposizionato nella sede anatomica corretta.

La metodica di dearterializzazione emorroidaria transanale doppler-guidata detta THD, presentata molto recentemente, sembra rappresentare un metodo chirurgico miniinvasivo molto efficace. Essa consiste nella legatura selettiva dei rami dell’arteria emorroidaria superiore, causa dell’iperafflusso arterioso e quindi della congestione e del sanguinamento dei cuscinetti emorroidari, che vengono rilevati con il doppler e legati in alto nel canale anale.

Si ricorre a questa tecnica nei casi di emorroidi di III grado con sanguinamento. Si tratta di un intervento molto meno doloroso e che garantisce una ripresa post-operatoria molto piu’ rapida rispetto agli interventi tradizionali PubmedTransanal hemorrhoidal dearterialization (THD) for hemorrhoidal disease.

Il chirurgo esegue la procedura THD® Doppler per mezzo di un proctoscopio equipaggiato con una speciale sonda Doppler. Il segnale Doppler permette al chirurgo di localizzare con precisione i vasi arteriosi riducendo poi l’iperaflusso di sangue mediante una semplice legatura con sutura chirurgica

In base alle evidenze cliniche, la procedura THD è efficace per tutti i diversi gradi della malattia emorroidaria e in presenza di prolasso. L’intervento per le emorroidi THD è normalmente indicato per il trattamento delle emorroidi interne che non rispondono alla terapia conservativa o al trattamento topico.

L’intera procedura viene eseguita in un’area povera di recettori del dolore e dura circa 30 minuti. L’operazione alle emorroidi con questa metodica non richiede normalmente ospedalizzazione e può svolgersi anche in day-hospital.

9. Emorroidoplastica laser (LHP)

Si tratta di un approccio utilizzato per il trattamento delle emorroidi avanzate che viene effettuato in anestesia locale, generale o spinale PubmedLaser Hemorrhoidoplasty Procedure vs Open Surgical Hemorrhoidectomy: a Trial Comparing 2 Treatments for Hemorrhoids of Third and Fourth Degree.

L’energia del laser viene focalizzata centralmente sul nodo emorroidario, eliminandolo dall’interno, ma al contempo preservando la mucosa e la struttura dello sfintere.

La tecnica LHP permette di:

  1. Posizionare la fibra laser esattamente al centro del cuscinetto emorroidale
  2. Ridurre dall’interno l’emorroide
  3. Preservare la mucosa e i tessuti dello sfintere
  4. Velocizzare la ripresa post-operatoria dato che  non vengono effettuate incisioni

10. Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan

Per le emorroidi avanzate di IV grado si procede con l’emorroidectomia, che rappresenta l’intervento di chirurgia tradizionale per la cura radicale delle emorroidi PubmedHemorrhoidectomy - making sense of the surgical options.

Questa procedura prevede la rimozione chirurgica dell’eccesso di tessuto che provoca il sanguinamento e il prolasso. L’intervento di solito viene effettuato in day surgery, in ricovero giornaliero, ha una durata di circa 30-40 minuti e puo’ essere effettuato in anestesia generale, spinale o locale.

Le ferite ci mettono circa una settimana per cicatrizzarsi e questo provoca il classico dolore post-operatorio che, pero’, puo’ essere gestito con il ricorso a farmaci antidolorifici prescritti dal medico.

  • In questo video dell’Ospedale Niguarda trovi tutto quello che c’e’ da sapere sulla emorroidectomia

11. Dopo l’intervento le emorroidi possono ripresentarsi?

In linea di massima una volta eradicate le emorroidi queste difficilmente si ripresenteranno, però possono in alcuni casi ripresentarsi.

Se persistono ad esempio situazioni di pressione sul canale anale in maniera cronica come i disturbi di stitichezza, ad esempio, è possibile, ma non probabile, che dopo alcuni anni la patologia emorroidaria possa ripresentarsi, anche perchè esiste sempre una vascolarizzazione venosa all’interno del canale anale.

Non sono recidive ma è semplicemente un riproporsi di una patologia per la quale non abbiamo risolto le cause di fondo.

In ogni caso la percentuale di persone cui si ripropone la patologia emorroidaria sono veramente poco frequenti anche perchè si tende sempre a migliorare lo stile di vita che ha portato a quelle.

12. Anestesia

L’intervento di rimozione delle emorroidi viene fatto in anestesia Spinale, ovvero la stessa anestesia che viene fatta in ginecologia alle donne che devono partorire. Viene in pratica addormentata solo la parte inferiore del corpo. Dopo alcune ore il paziente comincia  a riprendere sensibilità alle gambe, il vantaggio è che il dolore post intervento è molto ridotto.

13. Dolore post intervento

Il dolore post intervento ormai è totalmente sotto controllo, il dolore è assolutamente blando per ogni tecnica di trattamento.

14. Quali farmaci sono consigliati prima di giungere all’intervento?

Uno dei farmaci più usati per la cura della patologia emorroidaria è l’Arvenum 500, un bioflavonoide che viene assunto anche ad alte dose. Spesso vengono prese 6 compresse al giorno 2 compresse alla volta ogni 8 ore, quindi in 20 giorni di trattamento si arriva ad assumere 120 compresse. Spesso a tale terapia viene sottoposto il paziente nei momenti di maggiori disagi e fastidi.

I bioflavonoidi sono farmaci che non portano problemi al tratto gastro-enterico ed hanno una buona risposta in termini di disinfiammazione del tratto emorroidario.

15. Conclusioni

Esiste una certa predisposizione alla patologia emorroidaria che è legata a fattori genetici e sempre correlati alle abitudini di vita, alimentari ecc.

Attenzione !!!  Tale predisposizione rimane anche nel paziente che ha risolto il problema con uno degli interventi proposti in questo articolo.  Il paziente in questione dovrà, più degli altri, stare attento a modificare alimentazione e stile di vita perché potrebbe sviluppare una recidiva.

Pertanto consigliamo di approfondire l’argomento relativo alla Prevenzione ed alla Cura delle emorroidi:

L’Importanza di una Corretta Igiene Intima

Raccomandiamo anche una corretta igiene intima, che può essere assicurata facendo ricorso a strumenti come il bidet portatile, soprattutto se si conduce uno stile di vita molto dinamico.

Acquista HappyPo bidet portatile con recensioni positive di oltre 11,000 persone!

bidet portatile emorroidi

Il proctologo giusto

La scelta del proctologo diventa molto importante per le sorti cliniche del paziente. Bisogna individuare uno specialista che oltre ad avere una certa professionalità ed attitudine al dialogo medico paziente, abbia anche una bagaglio di esperienza relativo a più di una tecnica di intervento. Prenota una visita proctologica su Specialista.in

Fonti

  1. Mott T, Latimer K, Edwards C. Hemorrhoids: Diagnosis and Treatment Options. Am Fam Physician. 2018 Feb 1;97(3):172-179.
  2. Lohsiriwat V. Hemorrhoids: from basic pathophysiology to clinical managementWorld J Gastroenterol. 2012;18(17):2009-2017.
  3. Lohsiriwat V. Hemorrhoids: from basic pathophysiology to clinical management. World J Gastroenterol. 2012 May 7;18(17):2009-17. doi: 10.3748/wjg.v18.i17.2009
  4. Mounsey AL, Halladay J, Sadiq TS. Hemorrhoids. Am Fam Physician. 2011 Jul 15;84(2):204-10
  5. Sun Z, Migaly J. Review of Hemorrhoid Disease: Presentation and ManagementClin Colon Rectal Surg. 2016;29(1):22-29. doi:10.1055/s-0035-1568144
  6. Lohsiriwat V. Treatment of hemorrhoids: A coloproctologist’s viewWorld J Gastroenterol. 2015;21(31):9245-9252. doi:10.3748/wjg.v21.i31.9245
  7. Fontem RF, Eyvazzadeh D. Internal Hemorrhoid. [Updated 2021 Aug 9]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2021 Jan
  8. Alonso-Coello P, Mills E, Heels-Ansdell D, López-Yarto M, Zhou Q, Johanson JF, Guyatt G. Fiber for the treatment of hemorrhoids complications: a systematic review and meta-analysis. Am J Gastroenterol. 2006 Jan