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Soffri di emorroidi di terzo o quarto grado? non disperare!

In questo articolo è ben spiegato come oggigiorno, per le emorroidi, le tecniche di intervento mini-invasive stanno soppiantando completamente la dolorosa e rischiosa chirurgia tradizionale che ha il nome di emorreidectomia.

Tra le tecniche di intervento per risolvere il prolasso (fuoriuscita) delle emorroidi vi presentiamo le più importanti:

  • Tecnica di Longo (PPH – Procedure for prolapse hemorroids);
  • Tecnica S.T.A.R.R. ( Stapled Transanal Rectal Resection);
  • Dearterializzazione Emorroidaria (THD);
  • Emorroidoplastica laser (LHP);
  • Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan (Chirurgia tradizionale);
Alcune immagini o video (di emorroidi) potrebbero urtare la sensibilità dei bambini. Vi consigliamo di non visitare questa pagina in presenza di un pubblico giovane.

 

Il tuo grado di emorroidi

In genere, le emorroidi vengono così classificate in base alla gravità. Le emorroidi di primo e secondo grado solitamente non richiedono interventi.

Per quelle di primo grado abbiamo un lieve aumento della congestione emorroidaria interna senza prolasso, mentre per quelle di secondo grado, abbiamo anche un piccolo prolasso esterno che tende a ridursi spontaneamente. In questi due casi si agisce in “Self Care”

Il Self Care per trattare le emorroidi consiste essenzialmente in:

  1. Cambiare il proprio regime alimentare;
  2. Cambiare stile di vita ed usare prodotti specifici; .

Le emorroidi di Terzo grado si presentano come una importante congestione emorroidaria con prolasso esterno che può essere ridotto solo manualmente.

Le emorroidi di Quarto grado, abbiamo un prolasso mucoemorroidario esterno non riducibile.

Se vuoi maggiori chiarimenti circa i gradi di emorroidi, puoi consultare l’articolo: <Emorroidi: Foto HD dal Primo al Quarto Grado, Interne ed Esterne | Tu quali hai?>

 

Ti sarà possibile evitare la chirurgia totale?

Oggigiorno il trattamento non chirurgico è preferito perché è associato a meno dolore e meno complicazioni rispetto al trattamento chirurgico. Si stima che meno del 10% dei pazienti  richieda un intervento chirurgico di emorreidectomia se le emorroidi vengono trattate in tempo.

I proctologi operano le emorroidi sintomatiche. Con le emorroidi anche di terzo grado, che non diano alcun disturbo in termini di dolore, sanguinamento, ecc, si preferisce non intervenire!.

Questo perché, seppur minimo, c’è il rischio di creare un paziente incontinente (incontinenza fecale) perché quei cuscinetti emorroidali che non danno disturbi patologici servono a quel paziente per la sua continenza e quindi non si deve mai fare l’errore di operare a prescindere, o solo per questioni estetiche!

 

Un video intervista molto chiaro da parte di un esperto

Le tecniche mininvasive per intervenire sulle emorroidi di terzo e quarto grado stanno diventando il gold standard per questa patologia, soppiantando l’invasiva e complicata emorroidectomia.

Consigliamo vivamente di guardare il video del Dott. Luca Spreafico, che in 4minuti ci spiega che ci sono 3 importanti modalità di intervento sulle emorroidi di terzo e quarto grado. 

La cosa importante è comunicare col paziente e renderlo partecipe circa l’intervento più o meno invasivo da eseguire.

Ecco i possibili modi di intervento:

1.Tecnica di Longo (PPH – Procedure for prolapse hemorroids)

La tecnica PPH ha rivoluzionato la cura della malattia emorroidaria. Questa procedura, inventata dal chirurgo proctologo Antonio Longo, e’ una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale per l’asportazione delle emorroidi PubmedProcedure for prolapse and hemorrhoids vs traditional surgery for outlet obstructive constipation.

Infatti, mentre precedentemente si era cercato il metodo migliore di asportare le emorroidi, con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riposizionate e ricollocate nella loro sede anatomica naturale. Durante l’intervento viene utilizzata una suturatrice circolare (detta stapler) per ridurre il grado di prolasso.

L’intervento con la tecnica PPH normalmente viene eseguito  in anestesia locale e dura in media 20-30 minuti e richiede di regola un breve ricovero (2/3 giorni).

La tecnica PPH e’ l’intervento di prima scelta per le emorroidi prolassate di II, III e IV. 

Per sapere come avviene l’intervento PPH guarda questo video. Nonostante sia in lingua inglese, le immagini ti spiegheranno passo passo quello che succede durante l’intervento

2.Tecnica S.T.A.R.R. ( Stapled Transanal Rectal Resection)

Un’altra tecnica proposta da dott. Longo e’ la S.T.A.R.R., si tratta del metodo più recente e meno invasivo per il prolasso muco-emorroidario PubmedLong-term outcome of stapled transanal rectal resection (STARR) versus stapled hemorrhoidopexys (STH) for grade III-IV hemorrhoids: preliminary results..

E’ a tutti gli effetti un “lifting” della mucosa prolassata, che ripristina la giusta circolazione venosa evitando ulteriori sanguinamenti.

Attenzione il video e’ molto esplicito e adatto ai piu’ coraggiosi! Puoi osservare come viene eseguito l’intervento con la tecnica S.T.A.R.R. dal dott. Adolfo Renzi

3.Dearterializzazione Emorroidaria (THD)

In questo intervento minivasivo, sempre piu’ utilizzato negli ultimi anni, si procede con l’interruzione del flusso arterioso attraverso speciali legature circolari che creano una specie di “cappio” alla base dell’emorroide. In questo modo il tessuto prolassato viene riposizionato nella sede anatomica corretta.

Si ricorre a questa tecnica nei casi di emorroidi di III grado con sanguinamento. Si tratta di un intervento molto meno doloroso e che garantisce una ripresa post-operatoria molto piu’ rapida rispetto agli interventi tradizionali PubmedTransanal hemorrhoidal dearterialization (THD) for hemorrhoidal disease.

Guarda il video per sapere esattamente come viene effettuato l’intervento con il metodo THD

4.Emorroidoplastica laser (LHP)

Si tratta di un approccio utilizzato per il trattamento delle emorroidi avanzate che viene effettuato in anestesia locale, generale o spinale PubmedLaser Hemorrhoidoplasty Procedure vs Open Surgical Hemorrhoidectomy: a Trial Comparing 2 Treatments for Hemorrhoids of Third and Fourth Degree.

L’energia del laser viene focalizzata centralmente sul nodo emorroidario, eliminandolo dall’interno, ma al contempo preservando la mucosa e la struttura dello sfintere.

La tecnica LHP permette di:

  1. Posizionare la fibra laser esattamente al centro del cuscinetto emorroidale
  2. Ridurre dall’interno l’emorroide
  3. Preservare la mucosa e i tessuti dello sfintere
  4. Velocizzare la ripresa post-operatoria dato che  non vengono effettuate incisioni

 

5. Emorroidectomia – Tecnica di Milligan-Morgan

Per le emorroidi avanzate di IV grado si procede con l’emorroidectomia, che rappresenta l’intervento di chirurgia tradizionale per la cura radicale delle emorroidi PubmedHemorrhoidectomy - making sense of the surgical options.

Questa procedura prevede la rimozione chirurgica dell’eccesso di tessuto che provoca il sanguinamento e il prolasso. L’intervento di solito viene effettuato in day surgery, in ricovero giornaliero, ha una durata di circa 30-40 minuti e puo’ essere effettuato in anestesia generale, spinale o locale.

Le ferite ci mettono circa una settimana per cicatrizzarsi e questo provoca il classico dolore post-operatorio che, pero’, puo’ essere gestito con il ricorso a farmaci antidolorifici prescritti dal medico.

In questo video dell’Ospedale Niguarda trovi tutto quello che c’e’ da sapere sulla emorroidectomia:

 

Conclusioni

Esiste una certa predisposizione alla patologia emorroidaria che è legata a fattori genetici e sempre correlati alle abitudini di vita, alimentari ecc.

Attenzione !!!  Tale predisposizione rimane anche nel paziente che ha risolto il problema con uno degli interventi proposti in questo articolo.  Il paziente in questione dovrà, più degli altri, stare attento a modificare alimentazione e stile di vita perché potrebbe sviluppare una recidiva.

Pertanto consigliamo di approfondire l’argomento relativo alla Prevenzione ed alla Cura delle emorroidi:

 

Il proctologo giusto

La scelta del proctologo  diventa molto importante per le sorti cliniche del paziente. Bisogna individuare uno specialista che oltre ad avere una certa professionalità ed attitudine al dialogo medico paziente, abbia anche una bagaglio di esperienza relativo a più di una tecnica di intervento.