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Intestino Irritabile (IBS)? | I Migliori Cibi Antinfiammatori

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Intestino Irritabile (IBS)? | I Migliori Cibi Antinfiammatori

Oggi sappiamo che il nostro secondo cervello si trova nell’intestino e si chiama sistema nervoso enterico, un rivestimento a due strati che comprende oltre 100 milioni di cellule nervose, che vanno dall’esofago, all’intestino, al retto!

Non sorprende, allora, che le malattie infiammatorie intestinali sono in aumento e in Italia ne soffrono 6 persone su 10.

La sindrome dell’intestino irritabile – dall’inglese Irritable Bowel Syndrome (IBS)non è sempre facile da diagnosticare, ma arriva a compromettere in maniera significativa la vita di chi ne è affetto.

Facciamo un pò di ordine: di seguito tutti i sintomi, le cause e i trattamenti disponibili.

Intestino Irritabile (IBS) – Di che si tratta?

sindrome del intestino irritabile sintomi
intestino irritabile: ecco i sintomi più comuni.

 

Per quanto il disturbo tenda a cronicizzarsi, la comparsa dei sintomi è spesso discontinua (alternando la prevalenza della diarrea alla costipazione) e diacronica, motivo per il quale diventa difficile scoprire di esserne affetti.

L’esatta causa dell’IBS, non è ancora nota, ma fattori come forti livelli di stress, allergie o intolleranze alimentari non diagnosticate, sembrano giocare un ruolo importante.

La IBS è piú comune nelle donne e tende a comparire prima dei 35 anni, e non c’è da meravigliarsi, dato che proprio in questa fascia d’età ci troviamo ad affrontare cambiamenti significativi dello stile di vita.  Come afferma il dott. Mark Larson, gastroenterologo alla Clinica Mayo:

“La fascia di età che va dai 20 ai 30 anni è particolarmente soggetta a importanti cambiamenti nelle abitudini di vita. L’ansia per il futuro e la presenza di relazioni intime piú intense, tendono ad aumentare i livelli di stress e tutto questo può influire negativamente sulla salute dell’apparato gastrointestinale.”

Talvolta, alcuni farmaci da banco ed integratori possono portare ad un peggioramento dei sintomi di IBS, tra questi ricordiamo ebm(1):

  • Antistaminici
  • Integratori di Calcio
  • Integratori di Magnesio
  • Farmaci Antinfiammatori non-steroidei

 sindrome dell'intestino irritabile: le cause

Intestino Irritabile: Come me ne accorgo?

Per prima cosa, se avverti problemi digestivi (diarrea, stitichezza, gonfiore addominale, flatulenza) per un periodo ininterrotto di 3-6 mesi, magari anche in modo incostante, è necessario rivolgersi ad uno specialista gastroenterologo .

Il medico ti potrebbe prescrivere alcune analisi come l’endoscopia, un esame a raggi  X che permette di vedere all’interno dell’intestino, oppure le analisi del sangue, per escludere la presenza di altri possibili problemi di salute con sintomi simili, come la colite ulcerosa, la malattia di Chron oppure la celiachia.

Se i sintomi si presentano dopo i 40 anni, o quando questi variano improvvisamente, è indicato sottoporsi a indagini atte ad individuare l’esistenza di patologia organica del colon (clisma opaco a doppio contrasto, colonscopia).

Intestino Irritabile: Cosa Fare?

Il trattamento dell’IBS è solitamente individuale e si basa sulla valutazione e il miglioramento dello stile di vita in generale. Uno stile di vita sano, con regolare esercizio fisico, un’adeguata idratazione dell’organismo e una buona gestione dello stress, sono tutti fattori che possono ridurre la sintomatologia dell’IBS e, pertanto, vanno presi molto sul serio!

#1 Elimina questi cibi dalla tua dieta

intestino irritabile: i cibi da evitare
i cibi da evitare se hai l’intestino irritabile

 

Da una meta-analisi di studi condotti su pazienti con IBS, è emersa un’associazione tra il consumo di determinati cibi e l’aumento dei sintomi, tanto che, una volta eliminati, il disturbo è migliorato notevolmente! Di quali alimenti parliamo?

Si tratta di cibi ricchi di carboidrati semplici oppure ricchi di grassi, mentre altri alimenti controindicati sono il caffè, gli alcolici (ahimè) e i cibi molto piccanti, soprattutto quando il sintomo prevalente è la diarrea, dato che tendono a peggiorare la situazione ebm(2).

Per di più,  se soffri di IBS, dovresti fare attenzione al consumo dei cereali integrali. Un elevato consumo della crusca di grano, presente per esempio nel riso integrale, può peggiorare sintomi  come la flatulenza e il gonfiore addominale ebm(3).

#2 Via libera allo yogurt

Intestino irritabile e yogurt
kefir e yogurt bianco contro i sintomi di IBS

Mangiare lo yogurt, in particolar modo quello bianco senza aggiunte di frutta o dolciumi, può essere molto utile per migliorare l’apporto di probiotici (se si è intolleranti al lattosio, si può ricorrere agli integratori di probiotici), in grado di ripopolare l’intestino di batteri “buoni”.

In alternativa si può optare per il kefir, una bevanda molto salutare, prodotta attraverso la fermentazione del latte, che ora sta iniziando a spopolare anche in Italia (è originaria del Caucaso). Quando compri prodotti a base di latte, prova a scegliere quelli realizzati con latte di capra oppure prodotti che non contengono la caseina A1. Per quanto non siano ancora definitivi, alcuni studi recenti indicano che il consumo di latticini contenenti la proteina betacaseina A1 tende a peggiorare i sintomi gastrointestinali per chi soffre di IBS.  ebm(4) ebm(5)

#3 Segui la dieta Low-FODMAP

intestino irritabile: la dieta low-fodmap

Hai provato ad escludere alcol, caffeina, cibi piccanti ed altri alimenti notoriamente associati all’IBS, ma non ha funzionato? Se i sintomi di malessere non accennano a diminuire, puoi provare con la dieta low FODMAP. Questo acronimo sta per oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili e se ti stai chiedendo cosa vuol dire, si tratta di carboidrati ad alta fermentazione che, in persone con un’accentuata sensibilità, producono i noti fastidi gastrointestinali dell’IBS ebm(6).

Le principali fonti alimentari dei 4 gruppi che costituiscono i FODMAP comprendono:

  • Oligosaccharidi: i cereali, la segale, i legumi, alcuni frutti e alcune verdure come l’aglio e le cipolle.
  • Disaccharidi: Latte, lo yogurt, il formaggio morbido. Il lattosio è il disaccaride principale.
  • Monosaccharidi: Frutta come i fichi e i mango, dolcificanti come il miele e il nettare di agave. Il fruttosio è il monosaccaride principale.
  • Polioli: Alcuni tipi di frutta (specialmente quella con il nocciolo): prugne, albicocche, pesche, mele, pere, ciliegie, avocado, litchi. Verdure come i funghi, il cavolfiore. Si trovano in moltissimi tipi di caramelle o chewing gum senza zucchero (per esempio sorbitolo, xilitolo ecc).

 

É importante ricordare che questo tipo di dieta non è adatta a tutti, per cui è indispensabile discuterne con un nutrizionista oppure un dietologo ebm(7). Per approfondire l’argomento prova a leggere il testo di Cinzia Cuneo, La dieta FODMAP

#4 Contro la stipsi, vai di fibre!

La Società Italiana Unitaria di Colonproctologia consiglia di aumentare l’apporto di fibre se il sintomo prevalente è la stipsi. Quest’ultime aiutano a migliorare la funzione intestinale e favoriscono un corretto processo digestivo. Come emerge da recenti studi condotti, la fibra di psillio (trattasi di fibre estratte dalla pianta Piantago Psyllium)  possiede un’azione antispastica, in grado di ridurre il dolore addominale associato all’IBS e favorire un più facile passaggio delle feci lungo il tratto gastrointestinale ebm(8) ebm(9). Dove trovarla? In commercio esistono numerosi integratori a base di Psillio .

La regola generale suggerisce di calcolare almeno 400 – 500 g al giorno di verdura o frutta, senza dimenticare di bere almeno 1,5 litri di acqua e aumentare l’attività fisica. L’esercizio fisico di qualunque tipo, è in grado di migliorare la circolazione e riduce le probabilità di un blocco digestivo. Cerca di regolarizzare l’evacuazione recandoti alla toilette, anche in assenza di stimolo, ad orari precisi.

#5 Evita i cibi ad alta fermentazione

Quando il sintomo prevalente è il dolore, può essere utile ridurre l’ingestione di alimenti fermentanti come questi: legumi, cavoli, cipolle, broccoli, spinaci, prugne, mele, ciliegie, banane, latte, panna, gelati, cibi molto grassi, fritti e, in questo caso, anche i cereali integrali.
Presta attenzione all’intensità dei fastidi intestinali e cerca di imparare a riconoscere gli alimenti che scatenano o aggravano i sintomi in modo da evitarli o da ridurne l’introito.

#6 Combatti lo stress

La gestione dello stress è un fattore preventivo importante. Esistono molti modi per combattere lo stress: tecniche di respirazione profonda, la meditazione, il fitness e lo sport sono alcune strategie molti utili per favorire il rilassamento.

Il counceling psicologico, l’arte terapia e percorsi psicoterapeutici individuali o di gruppo possono, invece, aiutare nella gestione di conflitti personali o blocchi emotivi, che ci privano della capacità di agire e di vivere in piena salute. Studi clinici e sperimentali hanno, infatti, dimostrato come lo stress psicologico, cronico o acuto, si ripercuota sulla sensibilità intestinale, con un ampio pacchetto di conseguenze da non sottostimare: attivazione immunitaria della mucosa dell’intestino, alterazioni del sistema nervoso centrale, dei neuroni periferici e del microbioma intestinale ebm(10)

Il Verdetto Finale

Dato che l’IBS tende a presentarsi in modo diverso da individuo a individuo, non esiste un unico trattamento indicato per tutti. È sicuramente preferibile discutere le opzioni di trattamento con il proprio medico di fiducia per avere un parere personalizzato. A quel punto, non resta che modificare il proprio stile di vita per convivere al meglio con questa condizione.

  • Cerca il gastroenterologo più vicino a te
  • Consulta un nutrizionista
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