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Riabilitazione: I Migliori Trattamenti Fisioterapici

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Riabilitazione: I Migliori Trattamenti Fisioterapici

Dolori, disfunzioni del movimento, lesioni, blocchi, traumi e molto altro ancora… molto spesso l’unica soluzione è rappresentata da lui, l’unico possibile salvatore: il fisioterapista.

Il fisioterapista è una specie di supereroe del corpo umano, in grado di curare tutta una serie di patologie o disfunzioni del corpo e del movimento, riportando le prestazioni fisiche al loro funzionamento ottimale.

Il superpotere? Sta chiaramente nelle sue mani.

Tuttavia il fisioterapista non si accontenta di questo potere speciale, disponendo anche di molti strumenti sofisticati e, quindi, di diversi trattamenti fisioterapici per il recupero funzionale del paziente. Ogni tipo di danno, di lesione, di disfunzione, necessiterà di un diverso tipo di terapia. Una volta stabilita la causa del dolore, infatti, il fisioterapista inizierà a progettare un piano di trattamento che solitamente comprende metodi di mobilizzazione passiva (terapia laser, stimolazione elettrica, termoterapia) e tecniche della terapia manuale che comprendono svariati metodi di manipolazione del corpo utili per ripristinare la funzionalità dei tessuti (come il massaggio, lo stretching e esercizi mirati).

Credi di aver bisogno di un fisioterapista? Dai uno sguardo alle migliori tecniche di fisioterapia per la cura delle lesioni e disabilità motorie piú comuni.

#1 Terapie manuali

√Consigliate per: qualunque tipo di lesione o disfunzione

tecniche di fisioterapia

 

Come anticipato, le mani sono l’asso nella manica, perdonate il gioco di parole, di ogni fisioterapista che si rispetti. La terapia manuale, quindi, è la regina di tutti i trattamenti fisioterapici, e qualunque piano di trattamento dovrebbe basarsi principalmente sul suo utilizzo.

Le tecniche manuali comprendono una grande serie di interventi  (come metodi di stretching, di massoterapia, esercizi manuali di rafforzamento dei muscoli, taping neuromuscolare, linfodrenaggio, ecc) dove il fisioterapista utilizza le sue mani per gestire movimenti precisi volti a modulare il dolore, aumentare la gamma di movimenti articolari, indurre il rilassamento, migliorare la funzionalità dei muscoli e delle articolazioni.

Se la massoterapia ti incuriosisce, forse potrebbe interessarti anche questo articolo: Massaggi: Tutto ciò che di sbagliato crediamo

Come funziona:

Alla base c’è l’analisi dei disturbi della postura e dell’attività gestuale, nonché dei meccanismi di regolazione che possano costituire l’origine del dolore. Pertanto, le manovre eseguite dal fisioterapista verteranno sui tessuti ossei, capsulari, legamentosi, tendinei, muscolari e fasciali. In base a quanto è stato rilevato dall’esame, il fisioterapista può decidere di optare per una o più tecniche relative alla terapia manuale:

  • Tecniche osteoarticolari (mobilizzazioni e manipolazioni)
  • Tecniche muscolari e miofasciali (stretching, rilasciamento, muscle energy, trattamento dei trigger points)
  • Terapia fasciale e release miofasciale
  • Trattamento delle catene miofasciali e dei compensi funzionali
  • Esercizi medici di reclutamento attivo (stabilizzazione, rinforzo muscolare, propriocezione, coordinazione motoria, equilibrio, ecc.)
  • Programmi di esercizi posturali funzionali da eseguire a casa

Di trattamenti fisioterapici manuali, quindi, ce ne sono davvero di tutti i tipi. Vi mostriamo un video di esempio, uno tra tutti, di terapia di manipolazione di caviglia/piede.

#2 Terapia a ultrasuoni

√Particolarmente consigliato per: danni ai tessuti connettivi

tecniche di fisioterapia

Un’altra tecnica fisioterapica particolarmente utilizzata è la terapia ad ultrasuoni. Si basa sull’emissione di onde sonore (impercettibili all’orecchio umano), che generano un calore profondo all’interno del corpo in grado di lenire, in maniera indolore e non invasiva, quasi immediatamente il dolore o il fastidio. Questa tecnica può essere molto utile per favorire la distensione dei tessuti muscolari in preparazione della terapia manuale e degli esercizi di riabilitazione.

Come funziona:

i fisioterapisti utilizzano una speciale bacchetta che emette le onde sonore direttamente sulla pelle. Il passaggio del fascio ultrasonico dalla testina ultrasuoni ai vari tessuti biologici determina variazioni di pressione che comportano (a seconda della modalità, del dosaggio e della durata dell’applicazione) un aumento della microcircolazione, della temperatura, una stimolazione chimica locale e una disgregazione dei legami cellulari delle strutture raggiunte. Le onde penetrano sotto la pelle in maniera inversamente proporzionale rispetto alla frequenza. Per fare un esempio, gli ultrasuoni con una frequenza di tre mega-hertz raggiungono una profondità di un centimetro, mentre gli ultrasuoni con una frequenza di un mega-hertz raggiungono una profondità di tre centimetri.

Per assicurare una buona trasmutazione deve essere spalmato sulla parte un gel (o una crema) o, in alternativa, si può scegliere di eseguire l’applicazione con la parte da trattare immersa in acqua.

Sedute: Sono consigliate dieci sedute da 10-15 minuti

La reale efficacia degli ultrasuoni in fisioterapia dipende, pertanto, da diversi fattori. Ci riferiamo, per esempio, alla frequenza di applicazione e al numero di sedute, alla correttezza delle modalità e alla frequenza delle onde.

Si tratta di un metodo riabilitativo particolarmente efficace nei seguenti casi:

  • calcificazioni
  • aderenze e cicatrici
  • strappi e stiramenti
  • epicondilite
  • tendinite
  • fascite plantare
  • condropatie
  • artrosi

Ma esistono anche delle controindicazioni, che valgono soprattutto  per vene varicose, protesi articolari, osteoporosi con turnover alto, tessuti neoplastici, tromboflebiti e gravidanze, oltre a presenze di frammenti di natura metallica.

Ecco un video esemplificativo.

#3 Crioterapia

√Particolarmente consigliato per: lesioni e infortuni accompagnati da infiammazione e gonfiore

La Crioterapia rientra a pieno titolo tra le tecniche di fisioterapia più utilizzate. Letteralmente “terapia del freddo”, la crioterapia trova applicazione sia in ambito medico che estetico.

Il ghiaccio, si sa, può essere molto utile come trattamento dei traumi muscolari. In particolare, l’applicazione del ghiaccio provoca un restringimento dei vasi sanguigni con una conseguente riduzione dell’infiammazione. L’applicazione di impacchi freddi sulla zona colpita può, quindi, donare immediato sollievo e ridurre il gonfiore provocato dalle lesioni ai tessuti molli. La crioterapia, inoltre, contribuisce anche  al rilassamento e alla distensione della muscolatura. Una breve applicazione di freddo nell’area interessata dal trattamento, infatti, produce un significativo miglioramento del tono muscolare.

Tipi di crioterapia:

Attualmente i principali tipi di crioterapia sono la crioterapia generale, quella localizzata e quella sistemica.
La crioterapia generale è effettuata in particolari interventi di cardiochirurgia , in cui la temperatura del soggetto malato scende al di sotto dei 30°C. Viene effettuata per mezzo di casse refrigeranti doppie, nella cui intercapedine circola un liquido che evapora rapidamente. Molto più diffusa e più semplice, la crioterapia localizzata è effettuata applicando il ghiaccio direttamente sulla zona del corpo lesa, per diminuire l’infiammazione ed eliminare il dolore. La crioterapia sistemica, invece, coinvolge tutto il corpo e viene effettuata all’interno di una criocamera a due stanze o all’interno di criosauna. Viene usata per ridurre il dolore e l’infiammazione in caso di traumi o infortuni, ma la si usa spesso anche in campo estetico, per mantenere la pelle giovane.

Come funziona:

Mediante l’applicazione di azoto liquido (che si eroga attraverso dispositivi di varie dimensioni, in base al trattamento) si ottiene un rapido e significativo abbassamento della temperatura della lesione cutanea, che  determina la dissoluzione delle lesioni stesse, salvaguardando nel contempo le cellule sane.

 

#4 Terapia del calore

√Particolarmente consigliato per: spasmi muscolari e contratture muscolari

La terapia più antica contro i dolori muscolari. Anche solo istintivamente, quando abbiamo qualche dolore, siamo portati automaticamente a riscaldare la parte del corpo che ci fa male.

La termoterapia è un vero e proprio strumento terapeutico che utilizza il calore per migliorare l’afflusso di sangue (e quindi l’apporto di ossigeno alle fasce muscolari) e per ridurre la rigidità delle articolazioni. L’aumentata ossigenazione muscolare comporta un quasi immediato effetto analgesico e miorilassante. In questo modo il calore promuove il miglioramento del funzionamento motorio in seguito a lesioni o incidenti che coinvolgono i muscoli, i tendini e i legamenti.

La terapia del calore è particolarmente utile in caso di: mal di schiena, mal di collo, affaticamento e tensione muscolare, strappi, distorsioni e stiramenti, contratture muscolari. È invece controindicata per i dolori che hanno un’origine infiammatoria e si manifestano con rossori e/o gonfiori.

Come funziona:

Sono diversi i modi in cui il calore può essere applicato dall’esterno ai tessuti muscolari. Molto in voga ultimamente, ad esempio, sono le fasce o i cerotti autoriscaldanti, trovati da tutti molto confortevoli, facili da applicare e in grado di fornire sollievo dai dolori muscolari. . Altre metodologie sono rappresentate dai bagni di calore, applicazioni di fanghi o raggi infrarossi.

Un particolare tipo di terapia del calore è l’Ipertermia, una tecnica che produce una deposizione di calore più rigorosa e più efficace di quanto ottenibile con le altre tecniche di termoterapia. È una terapia fisica che si basa sull’induzione termica in profondità (da 1 a 8 cm e arriva fino a 45°),  particolarmente utile per il trattamento dei quadri degenerativi cronici (ove facilita il recupero del range articolare), e per patologie più specifiche.

Sedute: Sono consigliate dieci sedute giornaliere consecutive, di circa 30 minuti ciascuna.

#5 Terapia laser

√Particolarmente consigliato per: lesioni dei tessuti muscolari o connettivi

Tecniche di fisioterapia: terapia laser

Questo tipo di fisioterapia fa ricorso ad un particolare tipo di radiazioni luminose (dette, appunto, LASER) per attivare, mediante biostimolazione, le difese naturali del corpo attraverso gli effetti prodotti dall’energia elettromagnetica generata. Gli immediati effetti sono di tipo antidolorifico, perchè innalza la soglia del dolore, e antinfiammatorio, perchè permette alla cellula di recuperare l’equilibrio perso con traumi o usura dei tessuti. . Quindi si dimostra efficace per ridurre le infiammazioni, l’affatticamento e il dolore muscolare. A volte viene utilizzata, per facilitare la mobilizzazione delle giunture, in modo da causare minore disagio al paziente.

Più precisamente, la laser-terapia è indicata per tendinite, distorsione, contusione, artrosi, tallonite, infiammazione o flogosi, edema, ematoma, ulcere e piaghe. Le controindicazioni sono la gravidanza, le neoplasie maligne e l’epilessia.

Come funziona:

Il raggio elettromagnetico viene erogato da determinati dispositivi laser. I laser si classificano in base alla potenza, ad esempio quelli a elio-neon o diodo semiconduttore sono a bassa potenza o soft-laser, mentre altri come ad esempio quelli NdYag (Neodimio Yag) o CO2 sono ad alta potenza o power-laser. Il laser Yag è particolarmente consigliato, per la sua dimostrata efficacia per molte patologie a base infiammatoria o degenerativa sia  acute che croniche a localizzazione articolare, legamentosa, muscolare, tendinea.

Sedute: Sono consigliate otto sedute da circa 15 minuti

#6 Terapia di trazione

√Particolarmente consigliato per: dolori cervicali e lombari

La terapia di trazione consente di separare le vertebre della colonna vertebrale lasciando maggiore spazio ai nervi e riducendo la compressione della cartilagine dei dischi intervertebrali. Può essere particolarmente efficace come trattamento del dolore nei pazienti affetti dall’ernia del disco nel tratto lombare, ma  è utile anche per altri disturbi alla colonna vertebrale e all’apparato locomotore, lombalgie, cervicalgie, contratture muscolari. Al contrario, le trazioni sono controindicate in caso di fratture vertebrali recenti, osteoporosi, malattie reumatiche, tumori.

Come funziona:

Si tratta di manovre terapeutiche (che devono essere eseguite, almeno all’inizio, da un fisioterapista) esercitate sulla colonna vertebrale, al fine di  di aumentare progressivamente la distanza di una vertebra dall’altra fino a 2 mm circa. Per le trazioni cervicali ci si avvale di un sistema di carrucole attaccate a pesi o un apposito macchinario, la mentoniera. Prima di prescriverle, il fisioterapista esegue una trazione manuale: se provoca dolore è sconsigliato passare alla tecnica meccanica. Per le trazioni lombari si utilizzano, invece, speciali tavoli, divisi in due parti distanziabili, su cui viene fatto sdraiare il paziente.

Sedute: Sono consigliate di solito dieci sedute consecutive, possibilmente una al giorno. La durata di ogni seduta è di circa 20-30 minuti.

#7 Stimolazione elettrica nervosa transcutanea

√Consigliata per la riduzione del dolore e per il ripristino della forza muscolare

i migliori metodi riabilitativi della fisioterapia

La terapia a base della stimolazione elettrica nervosa transcutanea, a volte indicata con la sigla TENS, è una metodologia di trattamento per la riabilitazione della funzione muscolare in seguito a traumi fisici. Si tratta di un metodo terapeutico non invasivo, efficace nel ridurre le manifestazioni dolorose causate da una vasta gamma di condizioni, tra cui artrite, mal di schiena, lesioni sportive e dolori mestruali. In fisioterapia tale tecnica viene comunemente applicata come trattamento complementare ad altri approcci per la riduzione del dolore. Da solo, infatti, il metodo potrebbe presentare meno probabilità di risultare efficace.

Come funziona:

Si applicano stimoli elettrici di lieve intensità sulla zona interessata, in modo da provocare una contrazione dei muscoli dormienti. I lievi impulsi elettrici attivano le fibre nervose di grosso diametro, riducendo la percezione del dolore. In questo modo si favorisce un recupero piú veloce della funzione motoria.

Il trattamento con la stimolazione elettrica nervosa transcutanea, è particolarmente indicata nel caso di lesioni al legamento cruciato anteriore (ACL) e come trattamento per la riabilitazione in seguito alla chirugia sostitutiva del ginocchio. Ma, più in generale, viene comunemente consigliata per il trattamento di di varie condizioni patologiche; fra queste si ricordano lombosciatalgia, cervicobrachialgia, algie indotte da neuropatie periferiche, algie post-traumatiche, tendinite, ecc.

La TENS terapia è invece controindicata se il soggetto è affetto da: neoplasie maligne, tumori agli organi digestivi, patologie cardiache. Le controindicazioni si estendono anche alle donne in stato interessante e a quelle che allattano, e ai bambini di età inferiore ai 12 anni.

#8 Esercizi mirati

√ Consigliati per qualunque tipo di danno o disfunzione

le migliori tecniche di fisioterapia, il metodo mezieres

Nella stragrande maggioranza dei casi, la terapia che il fisioterapista di proporrà non consisterà esclusivamente di una sola tecnica, magari che prevede una tua partecipazione passiva. Anzi, molto spesso qualsiasi tipo di tecnica utilizzata verrà abbinata ad una serie di esercizi mirati sul tuo problema.

…Ebbene sì, anche andare dal fisioterapista comporta una buona dose di impegno e volontà da parte tua!

La riabilitazione fisioterapica si basa, infatti, soprattutto sull’applicazione di diversi tipi di esercizi adeguati per la prevenzione e il trattamento del dolore e per il recupero della forza muscolare e della funzione motoria.

Gli esercizi, pertanto, sono mirati alla sollecitazione di specifiche fasce muscolari. Alcuni esercizi sono mirati, invece, anche al recupero posturale, particolarmente utili nel prevenire problemi dovuti ad uno stile di vita sedentario, o a particolari condizioni presenti sin dalla nascita, come la scoliosi.

Un esempio: Il metodo Mezieres

Un particolare esempio di tecnica di recupero posturale è la tecnica “Mezieres”, che merita senza dubbio di essere citata. Si tratta di un metodo di rieducazione posturale che consiste prima di tutto nel normalizzare la forma (struttura) di un corpo, sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e accorciamenti delle catene muscolari che si manifestano i dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc). Come diceva il fisioterapista Mezieres, se vi sono anormalità morfologiche, molto probabilmente ci saranno compensi o cattive sinergie in qualche altro punto del corpo, che creeranno dolori e malfunzionamenti. Per questo, molte volte,

Il male è distante dal posto di origine, quindi non bisogna confondere la causa del male con il sintomo! 

Risulta così evidente l’inutilità spesso  di una terapia mirata esclusivamente  ai sintomi, quando si parla di una patologia cronica instauratasi magari negli anni.

La rieducazione posturale mezieres,  mira ad allentare le tensioni muscolari e ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati, impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni e gli adattamenti.

Come funziona:  

Il fisioterapista aiuta il paziente a raggiungere posizioni che facilitano l’allungamento delle catene muscolari, esercitando una trazione continua e simultanea alle estremità delle stesse. Le posizioni  devono essere tenute per un tempo abbastanza lungo e devono essere associate ad un lavoro di respirazione che allunga il diaframma. La sensazione che si avverte più comunemente è quella di uno stretching prolungato.

Come si può facilmente immaginare, le sedute di Mezieres risultano abbastanza faticose, ma al termine si avverte un sollievo importante non soltanto lungo la colonna ma anche nei distretti più lontani.

Il Verdetto Finale

Il fisioterapista ha a disposizione una grandissima quantità di tecniche diverse per andare incontro ai bisogni di ciascuno e per risolvere le problematiche più disparate. In questo articolo ti abbiamo fatto una panoramica delle tecniche di fisioterapia più utilizzate, sottolineandone le caratteristiche, i punti di forza e le problematiche su cui ciascuna di esse si focalizza.

Chiaramente, ciò non vuol dire che ora sei in grado di scegliere autonomamente quale tecnica fa al caso tuo! Il consiglio, quindi, è sempre quello di rivolgerti ad un fisioterapista qualificato, che saprà decidere quale tipo di metodo riabilitativo farà al caso tuo!

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