Il gestore del rischio è l’operatore che in  sanità, anche secondo le indicazioni della legge 24/17, per competenze e professionalità, agisce e concorre, mediante le attività di prevenzione e gestione del rischio connesso all’erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, alla messa in sicurezza delle cure e dell’assistenza nell’ambito delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private.

Il Gestore del Rischio deve essere certificato da un ente terzo, ovvero da un Organismo di Certificazione, accreditato secondo la norma ISO/IEC 17024 e successive modifiche, relativa alla certificazione delle persone, e formalmente riconosciuto da LUISS, così come riportato nel modello.


Le funzioni e le principali attività del  gestore del rischio

  1. definisce una metodologia aziendale per la gestione del rischio in sanità (se Certificato Luiss deve rispettare il modello italiano);
  2. esegue attività di identificazione, misurazione, monitoraggio e contenimento dei rischi, attraverso la realizzazione della fotografia del rischio.
  3. individua delle aree di miglioramento, attua e controlla delle azioni di miglioramento;
  4. diffonde della cultura della gestione del rischio e dell’imparare dagli errori ad ogni livello aziendale;
  5. forma sul campo diversi operatori dell’azienda sanitaria;
  6.  accede e partecipa ai dati del contenzioso e dei sinistri;
  7. mantiene ed implementa i requisiti previsti dal modello; 

Le conoscenze richieste

Le conoscenze richieste sono:
1)modelli organizzativi aziendali;
2)organizzazione per processi;
3)i sistemi di qualità;
4)metodologie e strumenti reattivi per la valutazione della sicurezza delle cure (es. analisi delle cause profonde, brainstorming e diagramma di Ishikawa);
5) metodologie e strumenti proattivi per la valutazione del rischio (es Fmeca, Fault Tree Analysis), audit organizzativo, sistemi di incident reporting and learning, gestione dei sinistri.
6) principali riferimenti normativi in materia di sicurezza delle cure e gestione del rischio in ambito sanitario, (legge 24/217, 219/2017, legge 208/2015; DM 70/2015; dlgs81/2008 dlgs231/2001; Raccomandazione del Consiglio Europeo (2009/C 151/01);
7) requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private, salute e sicurezza sul lavoro;
8) le attività del ministero della salute e degli altri enti pubblici in materia di sicurezza dei pazienti e di gestione del rischio.
9)Glossario del rischio in sanità, raccomandazioni ministeriali, monitoraggio degli eventi sentinella, SIMES sistema informativo di monitoraggio degli errori in sanità, L’osservatorio nazionale sinistri e polizze assicurative (vedi AGENAS), Linee guida per comunicare gli eventi avversi in sanità);
10) il modello italiano per la gestione del rischio in sanità.

 

Competenze richieste:

• utilizzare operativamente le principali metodologie e strumenti, sia proattivi che reattivi, per la valutazione e l’analisi del rischio in ambito sanitario;
• condurre audit organizzativi;
• realizzare la “fotografia del rischio”;
• identificare e proporre interventi di miglioramento, sulla base delle analisi effettuate;
• avere buone capacità non tecniche (Non Technical Skills);
• competenza emotiva, consapevolezza situazionale, decision-making, comunicazione, saper lavorare in team, leadership, gestione dello stress, conoscenza della variabile del “fattore umano” (human factor);
• Conoscere e saper svolgere le attività di coaching;

La certificazione è indirizzata a tutti coloro che vogliano essere abilitati  a svolgere l’attività di “Gestore del rischio, secondo il Modello italiano per la Gestione del Rischio in sanità” in strutture pubbliche e private italiane. La certificazione è rilasciata da un Organismo di Certificazione del personale, che opera in conformità alla norma ISO/IEC 17024. Lo schema di riferimento, concordato con il comitato tecnico è disponibile presso CEPAS.

 

Responsabilità ed autorità

Nell’ambito della singola azienda (ospedaliera o sanitaria) il gestore del rischio dovrà avere le seguenti responsabilità ed autorità:

  •  il coordinamento e la supervisione delle attività dell’Unità di Gestione del Rischio, tramite la direzione di una U.O.S.D.(unità operativa semplice) od una U.O.C.(unità operativa complessa) in staff alla Direzione Generale;

 

  • la definizione di un Piano per la Gestione del Rischio (possibilmente annuale), che definisca le strategie e le modalità per la gestione della sicurezza dei pazienti e comprenda anche la gestione del rischio occupazionale (fisico, chimico, biologico), non clinico (eventi catastrofici) e clinico (a carico dei pazienti); il Piano deve definire anche ruoli, responsabilità, risorse impiegate, sistemi di valutazione e monitoraggio, attività di formazione;

 

  • coordinamento per la realizzazione della fotografia iniziale del rischio al fine dell’attività di individuazione dei rischi rispetto ai processi dell’azienda.

 

  • la predisposizione della documentazione prevista dal Modello, sia in relazione ai Requisiti di Sistema che alle specifiche dei vari Livelli, necessaria a sostenere e documentare l’efficace applicazione del Livello del Modello raggiunto o auspicato dall’Azienda;

 

  • il monitoraggio-verifica continuo della corretta applicazione del Sistema di Gestione del Rischio (Piano di controllo) e dell’efficacia dello stesso;

 

  • la gestione delle verifiche Interne di Sistema;

 

  • La condivisione con l’intera unità di Rischio delle azioni da intraprendere rispetto agli scostamenti rilevati rispetto a ciò che era pianificato (non conformità-azioni correttive);

 

  • coordinamento, pianificazione e gestione delle attività formative e sensibilizzazione del personale coinvolto rispetto al risk management utilizzando i principi del modello Italiano del rischio.

Modalità di verifica

Per il rilascio della certificazione, le conoscenze e le capacità del candidato verranno verificate attraverso:

• una prima prova scritta di tipo teorico tramite questionario a risposta multipla composto di 40 domande, con una soglia del 10% di risposte sbagliate oltre le quali non si accede alla prova successiva;

• una seconda prova orale di tipo teorico-pratico, in cui il candidato dovrà analizzare tre diversi scenari e per ognuno di essi fornire:
– un inquadramento dell’evento;
– la gestione dell’evento e le azioni migliorative/piani di azione da intraprendere;
– la gestione organizzativa di una richiesta risarcitoria.