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La salute delle feci: tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete mai osato chiedere

La salute delle feci: tutto quello che avreste voluto sapere ma che non avete mai osato chiedere

Ti capita mai di parlare di cacca? Consistenza, dimensioni, colore, aspetto delle feci: probabilmente non sono tra gli argomenti di conversazione più eleganti da utilizzare ai primi appuntamenti. Anzi, a ben vedere lo stesso intestino è sempre stato considerato, anche all’interno degli ambienti medici, l’organo più bistrattato e sottovalutato.

Oggi però ci concediamo di infrangere le leggi del comune pudore perché, in effetti, la “cacca” può darci molte utili informazioni sullo stato di salute del nostro apparato digerente (stomaco, fegato, pancreas, intestino) e, più in generale, del nostro corpo. Bisogna, quindi, capire il significato di alcune caratteristiche delle nostre feci,  come l’aspetto e l’odore, per imparare ad identificare la presenza di eventuali segnali di allarme.

Superiamo, allora, qualsiasi imbarazzo o risatina (in fondo, la cacca la facciamo tutti) e scopriamo tutti i dettagli che riguardano la salute delle feci.

1.  Come si compongono le feci?

Le feci sono formate al 75% di acqua. Il resto è composto dalle famose fibre, una fitta comunità di batteri “buoni” (che convivono nel nostro intestino e ci aiutano a scomporre alcuni alimenti), cellule morte, materiale non digerito e sostanze prodotte dal pancreas e dal fegato.  Tutto dà origine ad un materiale fecale dal colore tipicamente marrone, colore dovuto alla presenza della birilubina, un pigmento creato durante il processo di distruzione dei globuli rossi che hanno concluso il proprio ciclo vitale.

Il consumo di acqua e di fibre è quello che determina effettivamente la quantità, la consistenza e la forma dei nostri escrementi. EBM(1)

L’aspetto delle feci può variare, infatti, a seconda dei diversi fattori legati allo stile di vita, come per esempio il cibo, il livello di idratazione dell’organismo e il livello di attività fisica. Anche la percezione dello stress può influire sull’aspetto delle feci. L’aspetto ideale è a forma di S perché il colon e l’intestino tenue presentano un aspetto allungato e le feci dovrebbero rispecchiare questa caratteristica anatomica. Nel caso le proprie feci non presentassero questa forma non bisogna però allarmarsi poichè quello che importa maggiormente è che il materiale fecale venga espulso con facilità.

2. Cosa ci dice la consistenza delle nostre feci?

Forse non ci piace sentirlo, ma la verità è che bisognerebbe guardare più spesso le nostre feci, per capire il nostro stato di salute.

La consistenza delle feci è stata a lungo studiata dai ricercatori, tanto che la hanno addirittura classificata mediante una scala. Per categorizzare la tipologia delle feci, infatti, alcuni gastroenterologi utilizzano uno strumento chiamato la “Bristol Stool Chart”, nella quale vengono illustrate le diverse tipologie di feci:

scala delle feci

 

Le tipologie di escrementi 1 e 2 sono il risultato della stitichezza mentre le varianti 6 e 7 indicano la presenza di diarrea. Le tipologie 3 e 5 rientrano nella norma ma la 4 rappresenta la consistenza ideale.

3. Con quale frequenza bisogna andare al bagno?|in media una volta al giorno

Quando parliamo di esseri umani bisogna sempre ricordare che esiste una grandissima variabilità, e quella che potrebbe essere la normalità per qualcuno, potrebbe essere molto diversa dalla normalità di qualcun altro. La frequenza con cui si dovrebbe andare in bagno va, in genere, da 3 volte al giorno a circa una volta ogni 3 giorni. Una persona in media va di corpo circa una volta al giorno – producendo circa 30 g di escrementi per ogni 5 kg di peso corporeo. EBM(2)Questo significa che una persona che pesa circa 70 kg produrrà circa mezzo chilogrammo di escrementi al giorno.

Se la frequenza aumenta a più di 4 volte al giorno, e si è in presenza di feci dalla consistenza morbida o acquosa, si parla di diarrea (tipi 6 e 7 della classifica).

La stitichezza (tipi 1 e 2 della classifica), invece, è definita come una riduzione del numero o della quantità di evacuazioni. Solitamente non si tratta di una condizione di cui preoccuparsi. Può però arrecare disagio e rendere dolorosa l’evacuazione. Molte persone, tuttavia, ritengono di soffrire di stipsi ma la loro è una sensazione soggettiva di insoddisfazione relativa all’evacuazione.

4. A cosa è dovuto il cattivo odore?

I batteri commensali che ci aiutano a scomporre le sostanze nutritive che arrivano al nostro intestino, durante questo processo producono dei gas di scarto che causano il caratteristico cattivo odore delle feci. Odori particolarmente sgradevoli possono essere conseguenti all’assunzione di determinati alimenti oppure derivare da alcune condizioni patologiche come la presenza di sangue digerito (melena) o un’incompleta digestione dei grassi, in questo ultimo caso le feci sono spesso di consistenza diminuita e possono galleggiare.

5. Come capire se è presente sangue nelle feci?

Il sangue nelle feci può essere un sintomo molto importante e il modo in cui lo osserviamo può darci molte informazioni cliniche. Nel caso di patologia emorroidaria o ragadi anali si può trovare il sangue rosso vivo direttamente nelle feci o nella carta igienica.  Se le feci invece si presentano nere come la pece, si può pensare che l’organismo perda sangue dal tratto superiore dell’apparato digerente (esofago, stomaco e duodeno).

Se vi accorgete della presenza di sangue nelle feci, è opportuno consultare un gastroenterologo, che vi dirà quali altre analisi fare per capire se si è in presenza di un problema.

Purtroppo a volte però il sangue non è visibile ad occhio nudo e bisogna far analizzare le nostre feci ad un laboratorio che possa evidenziare tracce di sangue occulto. L’esame, estremamente semplice, consiste nella raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci e nella ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo. Il test non rende necessario seguire restrizioni dietetiche prima della sua esecuzione. Questo esame può essere utile nello screening di polipi e  tumori. EBM(3)

La presenza di eventuali tracce di sangue, in ogni caso, non avrà significato diagnostico, ma indica semplicemente un aumento del rischio della presenza di polipi o tumori. Quindi, nel caso di esito positivo, saranno necessari altri approfondimenti diagnostici.

Quando è particolarmente importante fare lo screening?

La ricerca del sangue occulto nelle feci (in sigla SOF) viene consigliata dal Ministero della Salute ogni due anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni. E’ consigliabile eseguire l’esame anche in assenza di disturbi.

6. Cosa ti dice il colore delle feci?
Attenzione ai colori troppo chiari o troppo scuri

Normalmente il colore delle nostre feci varia secondo le diverse tonalità del marrone, dal chiaro allo scuro.  Il colore marrone è dato dalla bilirubina, un pigmento che si forma durante il processo di ricambio dei globuli rossi e che è riversato dal fegato nell’intestino insieme ai succhi biliari. Il colore può essere influenzato dalle diverse abitudini alimentari, in alcuni casi però, un colore anomalo, può essere il segnale di qualche malattia.

Se le feci sono molto chiare questo potrebbe indicare che non contengono bilirubina e quindi si possono ipotizzare dei problemi al fegato o alle vie biliari EBM(4). Come abbiamo già detto, invece, se le feci hanno un colore particolarmente scuro questo può indicare un’emorragia del tratto digerente. Quindi, se ci si accorge che il colore è eccessivamente più chiaro o più scuro del normale, sarebbe prudente consultare un medico per capire se è il caso di fare altre indagini o se ci si sta preoccupando inutilmente.

7. Provi dolore alla defecazione?

Il dolore durante l’espulsione si associa frequentemente alla costipazione e, più in generale, alla consistenza delle feci EBM(5).

Se la defecazione ti provoca dolore e disagio potresti provare a bere più acqua e ad assumere alimenti ricchi di fibre. Le fibre  sono principalmente presenti nei cereali integrali (farine integrali), nelle verdure, nei legumi e nella frutta.

Se il dolore persiste e diventa abituale potrebbero essere presenti delle emorroidi e delle fenditure a livello del canale anale, in questo caso è utile parlarne con un gastroenterologo o con un chirurgo. EBM(6)

8. Il piano d’azione per un sano processo digestivo

 

salute delle feci: Come favorire la regolarità intestinale

 

  •  Fibre: sono il miglior amico delle feci, poichè promuovono un sano processo digestivo. Se non si assume un adeguato apporto di fibre,  è probabile sviluppare la costipazione e presentare difficoltà nella defecazione.  Alcuni esperti del benessere psico-fisico raccomandano un apporto giornaliero di fibre di 30 g. Gli alimenti ricchi di fibre sono la frutta, le verdure, i legumi, la frutta a guscio (noci, mandorle ecc..) e il grano integrale.
  • Acqua: fattore fondamentale per garantire una buona digestione. Le feci sono infatti composte al 75% di acqua. Se l’organismo avverte uno stato di disidratazione, cercherà di ripristinare in tutti i modi possibili, le proprie risorse idriche, portando a risentire della costipazione. È importante ricordare di bere molta acqua soprattutto quando si suda molto oppure in presenza di temperature molto alte.
  • Esercizio fisico: è fondamentale per la salute dell’intestino. Fare attività fisica regolare, oltre a migliorare l’aspetto del corpo, può anche favorire una buona circolazione e un’adeguata funzionalità dei muscoli interni. Questi processi incidono anche sulla funzionalità del sistema gastrointestinale. Le feci, pertanto possono muoversi adeguatamente lungo gli intestini ed arrivare ad essere espulse con maggiore facilità.
  • Fare gli Squat: alcuni esperti hanno messo in discussione la conformazione strutturale dei bagni moderni, sostenendo che comporta uno sforzo del corpo inutile ed eccessivo. In realtà, la posizione dello squat, sarebbe la postura piú naturale per andare in bagno. Certo, questo non vuol dire che bisogna rinnegare la modernità, trasferirsi nel bosco e tornare alle abitudini dei primitivi. Per facilitare i movimenti intestinali e favorire una facile eliminazione delle feci, si possono mettere dei libri a terra su cui poggiare i piedi per assumere un’angolazione del corpo piú favorevole.
  • Migliorare la flora batterica intestinale: Ricordiamo che nell’intestino è presente una certa quantità di “batteri buoni”. Per favorire la loro crescita, talvolta il medico può consigliare l’assunzione di prebiotici (nutrimenti che favoriscono la crescita selettiva dei batteri buoni) o probiotici (nutrimenti che già contengono i batteri buoni stessi). I batteri presenti nel tratto digerente, sono fondamentali, in quanto scindono il cibo ingerito e favoriscono il metabolismo. I probiotici, in realtà, si trovano naturalmente nei cibi fermentati, come lo yogurt, che non dovrebbe mai mancare dalla nostra dieta. Tuttavia per ristabilire la flora batterica molto spesso non basta accontentarsi dei fermenti che troviamo nei cibi fermentati. Chiaramente, esistono molti integratori (reperibili facilmente in farmacia) che contengono un altissimo livello di fermenti lattici, utili per un ripristino più repentino della salute della una flora intestinale.

Che fare nei casi di diarrea?

La diarrea acuta solitamente colpisce le persone affette da un’infezione e si risolve in tempi abbastanza brevi.

Una diarrea è qualificata come persistente se perdura per oltre 2 settimane, mentre per diarrea cronica si intende una condizione che dura per un periodo superiore ad un mese.  Le cause piú comuni della diarrea comprendono le infezioni, l’uso di determinati farmaci, la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) e il tipo di alimentazione seguita.

Alimenti che possono  provocare la diarrea: alcuni cibi possono facilmente aumentare il rischio di diarrea, come per esempio i cibi fritti, i cibi molto grassi, i cibi piccanti, i cibi lievitati (come la pizza), i latticini, i cibi a base di fruttosio e i dolcificanti artificiali. Sono da evitare anche le bevande alcoliche, le bevante gassate, la caffeina e il succo di pera, che possono tutti peggiorare la severità della diarrea. Si dovrebbero, al contrario, prediligere i cibi solidi e leggeri come i crackers, i toast, il riso, le uova e il pollo. Importantissimo è, durante gli episodi di diarrea, bere tanta acqua, per via della disidratazione che questa condizione comporta.

I farmaci da banco possono risultare un utile rimedio  per la diarrea; si può chiedere un consulto anche al farmacista, data l’ampia varietà di farmaci disponibili.

Nei casi di diarrea cronica, tuttavia, è opportuno fare una visita da un gastroenterologo, che saprà consigliarvi le giuste analisi da fare per indagare le cause del problema e i giusti rimedi. Se frequentemente si alternano periodi di costipazione, a periodi di diarrea, è possibile che si tratti della Sindrome dell’Intestino Irritabile. Anche in questo caso sarebbe opportuno consultare un medico, soprattutto se i sintomi persistono malgrado i cambiamenti apportati alla dieta.

Che fare nei casi di costipazione?

La costipazione è una significativa riduzione della frequenza delle nostre abituali evacuazioni, e, generalmente, insorge in presenza di un’insufficiente apporto di fibre oppure di acqua.

Cause più comuni della costipazione: i fattori di rischio di solito riguardano un apporto insufficiente di fibre o fluidi, un consumo eccessivo di caffeina o alcol, l’uso di alcuni farmaci, l’abuso cronico di lassativi, alcuni disturbi mentali (come la depressione), mangiare determinati cibi e la presenza di alcune condizioni mediche.

Questo disturbo può rappresentare anche un effetto collaterale comune nei regimi alimentari ad alto contenuto proteico, come per esempio la dieta “Paleo”, i cui seguaci non dovrebbero trascurare l’importanza di mangiare anche la frutta e la verdura.

Per prevenire il rischio di sviluppare la costipazione, quindi, è utile integrare molte fibre nella propria alimentazione (come le noci, i grani integrali e la frutta), praticare esercizio fisico e bere molta acqua.

Take away

promuovere una sana digestione

Quindi il consiglio è: non trascurare questo aspetto del tuo corpo.

Le feci sono spesso considerate un argomento imbarazzante, ridicolo, inopportuno, o, nel migliore dei casi, inutile.

Cosa ancora peggiore è che l’imbarazzo nel parlare del bisogno di andare di corpo, può essere cosí grande da costringere alcune persone, soprattutto le donne, addirittura a sopprimere questo bisogno. Una costante soppressione del bisogno di defecare può portare a sviluppare alcuni problemi di stomaco o dell’intestino.

Sarebbe opportuno smettere di considerare la cacca un tabù! Talvolta, infatti, i nostri problemi di intestino (segnalati proprio dalle caratteristiche delle nostre feci) possono essere importanti segnali dello stato della nostra salute. Questo organo che finisce così spesso per passare in secondo piano, inoltre, può essere uno specchio non solo della nostra salute fisica, ma anche mentale: i nostri problemi esterni, i nostri periodi di stress, i nostri stati d’animo e le nostre emozioni, infatti, vanno normalmente ad influire sullo stato nel nostro intestino. Non è un caso se l’intestino è considerato il “secondo cervello”.

 

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