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Emorroidi di Secondo Grado: Come Eliminarle in Sicurezza

Emorroidi di Secondo Grado: Come Eliminarle in Sicurezza

Se hai emorroidi di secondo grado, quest’articolo ti informerà circa il percorso terapeutico indicato nella tua circostanza.

A differenza delle emorroidi di primo grado nelle quali per definizione non c’è prolasso, in quelle di secondo grado c’è un moderato aumento della congestione emorroidaria con prolasso esterno che tende a ridursi spontaneamente.

Fortunatamente nella maggior parte dei casi di emorroidi di secondo grado, anche se sintomatiche, non è previsto intervento chirurgico, nè tradizionale, nè mini-invasivo.

 

I sintomi delle emorroidi di secondo grado

  • dolore, in particolare durante la defecazione o mentre si è seduti;
  • piccole perdite di sangue, che solitamente si osservano dopo la defecazione e sono dovute a rotture dei vasi sanguigni;
  • prurito e forte disagio;
  • sensazioni di gonfiore o di corpo estraneo nell’ano;
  • in qualche caso, una perdita anomala di feci;
  • presenza al tatto di corpi morbidi esterni all’ano;

Le complicazioni delle emorroidi sono rare e si verificano quando si trascura il problema e la disfunzione è prolungata.

 

Attenzione alle perdite di sangue!

La sintomatologia emorroidaria può essere molto fastidiosa ma eccezionalmente comporta un effettivo rischio per la salute.

È fondamentale tuttavia escludere che i disturbi derivino da altre patologie e in particolare da un tumore del colon-retto. Per questo motivo, i pazienti di età superiore a 40 anni che presentano un sanguinamento ano-rettale vengono sottoposti a una colonscopia.



Le terapie per le emorroidi di secondo grado

Per la malattia emorroidaria di secondo grado, è necessario supportare la cura farmacologica con trattamenti ambulatoriali, come le legature elastiche o la scleroterapia.

Si tratta, nello specifico, del posizionamento di un elastico oppure di una sostanza sclerosante, che riducono l’afflusso vascolare ai “gavoccioli”, facendoli diminuire di volume.

Queste procedure, se eseguite adeguatamente nei casi adatti, sono indolori e in genere migliorano i sintomi, ma hanno un effetto limitato nel tempo”.

1.Legature Elastiche

Si tratta di un metodo ambulatoriale, non invasivo e indolore. Prevede l’applicazione di due elastici i quali servono per “legare” il nodo emorroidario all’interno del canale anale. Successivamente, senza che noi ce ne accorgiamo, si verifica un naturale distacco dell’emorroide, che quindi viene eliminata grazie all’azione della legatura elastica Pubmed.

  • Video di un intervento di legatura elastica delle emorroidi. Il video potrebbe essere non adatto ai bambini

2. Scleroterapia Iniettiva (Scelromousse)

La tecnica scleromousse, consiste nell’iniezione nel plesso emorroidario di un piccolo volume (6-8 cc) di principio attivo sclerosante, detta polidocanolo.

Il trattamento funziona iniettando una soluzione di fenolo o polidocanolo, in grado di creare una cicatrice fibrosa, arrestando cosi il sanguinamento emorroidario.  Questa sostanza, a contatto con la parete del plesso emorroidario, provoca un’immediata retrazione con successiva risalita del plesso, e di conseguenza la sclerosi dello stesso.

L’iniezione viene praticata alla base del plesso, in modo assolutamente indolore ed in regime ambulatoriale. La procedura dura circa 15 minuti,si effettuano 3-4 iniezioni ed il paziente può tornare subito al proprio domicilio. Il trattamento può essere ripetuto in periodi successivi, di solito però si attendono 4 o 5 settimane.

Si tratta di una tecnica d’elezione nel caso delle emorroidi sanguinanti di II grado  Pubmed.

 

Fotocoagulazione a Raggi Infrarossi

Il metodo a infrarossi può essere utilizzato per la malattia emorroidaria di primo grado, secondo o terzo grado, quando il prolasso non e’ voluminoso Pubmed.

Si tratta sostanzialmente di un metodo simile alla scleroterapia iniettiva. In questo caso pero’ la coagulazione non avviene per mezzo di un’iniezione, ma grazie all’effetto coagulante generato da una sonda a infrarossi, i cui raggi vengono trasformati in calore al vertice dell’emorroide.

 

Come avviene la visita proctologica per le emorroidi

La diagnosi di emorroidi avviene mediante una visita dello specialista colon-proctologo. Solitamente, il medico ispeziona la zona rettale per esaminare le caratteristiche del prolasso. La visita può essere condotta anche con l’uso di strumenti che facilitano l’osservazione come anoscopio, proctoscopio o sigmoidoscopio.

 

Conclusioni – il piano d’azione

L’importanza della diagnosi

Nel disturbo emorroidario la diagnosi è fondamentale per capire se si tratta di emorroidi, di ragadi o di fistole, serve poi a definire il grado emorroidario ed infine, nei casi di sanguinamento, per escludere patologie neoplastiche.
Con la corretta diagnosi il proctologo tiene in considerazione l’esigenze del paziente con il quale decide l’approccio chirurgico mini-invasivo o conservativo da adotare.
Solo se non trovate segnali di miglioramento con il trattamento conservativo, possono essere adottate tecniche non chirurgiche quali la legatura elastica e le iniezioni sclerosanti, procedure eseguibili ambulatorialmente senza anestesia ma la cui efficacia è in genere parziale e transitoria.
  • Consulta un proctologo on line o prenota una visita proctologica 

 

Post intervento: prevenzione e stile di vita

Chi ha una predisposizione genetica per la formazione della malattia emorroidaria dovrà tenere ben a mente che anche dopo un trattamento o un intervento risolutivo la patologia potrebbe ripresentarsi.

Per cui è fondamentale adottare i comportamenti igienici ed alimentari che molto probabilmente sono stati trascurati. Inoltre molti prodotti e farmaci da banco per le emorroidi come creme e pomate possono aiutare le fasi acute di dolore.

Dott. Francesco Collarino (proctologlo) – Coautore e Medical Review

 - proctologo - medicina rigenerativa
Dott. Francesco Collarino- proctologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Firenze, il dottor Francesco Collarino è specializzato in Chirurgia Vascolare, proctologia, laser chirurgia e management sanitario. Tra le prestazioni: diagnosi, prognosi e cura in ambito flebologico, angiologico, linfologico, proctologico.

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