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Prevenire il Tumore al Colon: ecco come fare in 6 step!

Prevenire il Tumore al Colon: ecco come fare in 6 step!

Se pensi di avere un rischio aumentato di contrarre il cancro al colon allora ti starai ponendo una semplice domanda: prevenire il tumore al colon è possibile?

Il termine più corretto è ridurre il rischio! Parliamo del rischio di contrarre la patologia e del rischio che un semplice polipo si trasformi in cancro.

Non esiste un modo sicuro per prevenire il cancro del colon-retto. Ma ci sono cose che puoi fare che riducono il rischio, come cambiare alcuni dei fattori di rischio che puoi controllare.

Abbiamo improntato questo articolo sulla praticità, organizzato in 5 azioni semplici e poste in successione cronologica che possono guidare questo modello virtuoso di comportamento.

Azione n°1 | Verifica che il tuo rischio di tumore al colon sia più alto della media

Per quanto attualmente ne sappiamo, sono tantissime le variabili che incidono sulla possibilità di contrarre il cancro e quindi ne aumentano le probabilità, ad ogni modo di seguito ne elenchiamo alcuni dei più importanti validitate dalla comunità scientifica:

  1. Fattori Genetici / Familiarità (pubmed link);
  2. Stile di Vita : Fumo; Sedentarietà, Consumo importante di alcool, Stress (pubmed link);
  3. Fattori Ambientali: Inquinamento dell’aria PubMed1;
  4. Regime Alimentare : Eccesso di proteine o di zuccheri, carenza di vitamine (pubmed link);
  5. Presenza di malattie intestinali infiammatorie (morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa);
  6. Obesità;
  7. Età;

La necessità di screening più o meno frequenti dipende dal punteggio “virtuale” che avete ottenuto analizzando e correlando questi fattori di rischio al vostro caso specifico.

Azione n°2 | Scegli il gastroenterologo che ti seguirà nel tempo

Importante è la scelta di un buon medico, specialista in gastroenerologia, che sia ricettivo ed empatico circa le tue preoccupazioni di rischio aumentato e che ti aiuti nel percorso per  prevenire il tumore al colon.

E’ con lui che dovrai condividere le informazioni che ti portano a pensare ad un rischio più elevato della media di contrarre la malattia ed è  lui che poi dovrà decidere con che frequenza ed a quali esami di screening periodici ti dovrai sottoporre.

Azione n°3 | Comincia con una prima visita proctologica o con una consulenza via chat

Parti dalla base, ovvero un primo contatto con un gastroenterologo – proctologo dove chiederai di essere seguito in un percorso di prevenzione per il cancro al colon. La prima cosa è condividere con lui le informazioni circa i fattori di rischio visti al punto 1.

Lo specialista svilupperà un programma di prevenzione periodico che comprenderà uno o più test ed esami fondamentali per una corretta prevenzione della patologia.

Azione n°4 | Avvia visite ed esami periodici programmati

In alternativa verifica se nella tua ASL di appartenenza sono in atto iniziative di prevenzione gratuite per il cancro al colon, digita su Google il nome della tua ASL di appartenenza seguito da “prevenzione cancro al colon”.

ricerca su google - screening di prevenzione nella propria asl di riferimento
Cerca  se c’è uno screening di prevenzione nella tua Asl

Moltissime ASL hanno un programma di prevenzione di questo tipo, ad esempio l’ASL Roma 1 effettua test di sangue occulto nelle feci gratuitamente per chi ha un’età compresa tra i 50 ed i 74 anni. Ad ogni modo l’esame principe per la diagnosi di un’eventuale neoplasia è la colonscopia.

Se il test è positivo (ossia c’è sangue occulto) il medico curante informa l’assistito e prenota la colonscopia per accertare l’origine del sanguinamento.
II sanguinamento non sempre indica la presenza di un tumore del colon-retto ma può essere anche sintomo di altre patologie come emorroidi(link), ragadi(link), diverticoli (link).

Il medico potrebbe ad esempio, in alcuni soggetti con rischio considerevolmente alto, prescrivere una colonscopia ogni due anni.

Per un adulto sano, senza fattori di rischio, lo screening dovrebbe iniziare ai 50 anni d’età e dopo la visita specialistica gastroenterologica o proctologica, potrebbe prevedere uno o più di questi esami (sarà il gastroenterologo a decidere):

  • Colonscopia[link]. Questo esame prevede l’inserimento di una sonda dotata di videocamera nel colon per poterne ispezionare l’interno. Viene considerata la procedura diagnostica più accurata e offre il vantaggio di permettere al medico di individuare ogni neoformazione e polipo che può essere asportato immediatamente.
  • Colonscopia virtuale[link]. Durante l’esame viene eseguita una tomografia computerizzata per creare un’immagine digitale dell’interno dell’intestino crasso. Si tratta di una valida alternativa, se non puoi sottoporti alla colonscopia tradizionale.
  • Rettoscopia (Sigmoidoscopia) flessibile[link]. È simile alla colonscopia, tranne per il fatto che il medico usa un tubo più sottile per esaminare il terzo inferiore del colon.
  • Esame delle feci. Grazie a questo test si possono rilevare eventuali tracce di sangue, che rappresentano il primo sintomo o segnale di cancro al colon.

 

Azione n°5 | Test Genetici in caso di familiarità e di altri fattori

Alcuni pazienti vengono colpiti da questo tumore perché portatori di una predisposizione genetica.

L’ultimo step è solo per coloro che sospettano di essere portatori di un rischio maggiore di sviluppare questa malattia, perché è stata diagnosticata a qualcuno dei suoi familiari stretti (in particolare di primo grado: padre, madre, fratello o sorella). Questi dovrebbero verificare la consistenza dei loro sospetti con un’ulteriore esame di approfondimento, che oggi è possibile attraverso i test genetico-molecolari.

Per fare ciò sarà necessaria la consulenza con un genetista che approfondirà ed indagherà sulla effettiva possibilità di rischio genetico American J. Gastroenterology]. Nel caso lo ritenga opportuno consiglierà di effettuare due test:

  1. la ricerca dell’instabilità dei micro-satelliti (MSI) e la determinazione dei difetti nel sistema del riparo del DNA
  2. la ricerca di specifiche mutazioni in geni predisponenti (APC, MTYH, MLH1, MSH2, MSH6, PMS2, PTEN, SMAD4)

Questo genere di test non dà certezze ma esprime in termini percentuali il maggior rischio del paziente di sviluppare la specifica patologia.

Nel caso in cui risultasse positivo, allora la programmazione degli screening di controllo potrebbe prevedere dei controlli più frequenti.

Azione n°6 | Stile di Vita e Regime Alimentare per prevenire il cancro colorettale

Questo è l’ultimo step e dipende solo da noi!

Stile di Vita

Per quanto riguarda il consiglio di assumere uno stile di vita sano le evidenze scientifiche sono inequivocabili PubMed(2), per cui sembra anche superfluo raccontarvi l’importanza di fare movimento almeno 30 minuti al giorno, di non fumare, di limitare il consumo di alcolici, e di cercare di ridurre al minimo le cause di stress psico-fisico, per quanto questo oggigiorno sia difficile.

Regime Alimentare

le diete ricche di frutta e cereali integrali e a basso contenuto di carni rosse e trasformate sono state associate a un minor rischio di cancro del colon-retto, sebbene non sia esattamente chiaro quali siano i fattori importanti.

  • Fibre della frutta e dei cereali (soprattutto quelli integrali): Queste sostanze aiutano le feci ad attraversare il tratto digestivo senza intoppi. Sono importanti perché si pensa che l’accumulo dei prodotti di scarto favorisca la formazione di polipi, che a loro volta possono mutare in carcinoma. In un importante studio prospettico su 57.000 soggetti e pubblicato ad ottobre 2015 sull’American Journal of Clinica Nutrition ha evidenziato in misura significativa che un’elevata assunzione totale di fibre alimentari è stata associata a un rischio significativamente ridotto di adenoma colorettale distale incidente con un aumento dell’assunzione totale di fibre A.J.C.N. 
  • Carni rosse (soprattutto quelle processate): Molti studi hanno trovato un legame tra carni rosse (manzo, maiale e agnello) o carni lavorate (come hot dog, salsicce e salumi) e un aumentato rischio di cancro del colon-retto. Limitare le carni rosse e trasformate può aiutare a ridurre il rischio. È interessante notare che è stata anche osservata un’associazione protettiva più forte tra le assunzioni totali di fibre e il rischio di cancro del colon-retto tra gli individui con maggiori assunzioni di carne trasformate Oncotarget, 2017.

    La fibra potrebbe ridurre l’esposizione del passaggio del colon-retto ai composti cancerogeni di N-nitroso prodotti sul consumo di carne trasformata PLoS One.

  • Vitamine e minerali: Molti studi sono in corso per scoprire eventuali correlazioni tra il tumore al colon e l’assunzione di calcio, magnesio, vitamina D ecc,. Gli studi non sono ancora maturi ed alcuni sono discordanti sebbene la tendenza è quella a mostrar delle correlazioni positive tra la quantità raccomandata di queste vitamine e minerali ed una maggiore protezione dai tumori in generale.

Piano D’Azione

Tra qualche anno l’intelligenza artificiale, grazie ai big data ed ai matematici che sviluppano nuovi modelli predittivi ognuno di noi conoscerà (se vorrà saperlo), con estrema precisione,  il proprio rischio relativo di ammalarsi durante il corso della propria vita di cancro al colon.

Nel frattempo il calcolo del proprio rischio ognuno dovrà farlo da sé e se non riesce a farsi un’idea bisogna farsi aiutare dal proprio medico di famiglia . Se poi dovessero emergere preoccupazioni allora bisognerà affidarci ad uno specialista in gastroenterologia

Per fortuna, il cancro al colon inizia spesso con la formazione di polipi colon-rettali, e questi a loro volta impiegano anni per trasformarsi in tumore.  Il miglior modo per individuarli è quello di sottoporsi a [simple_tooltip content=’Per un adulto sano, senza fattori di rischio, lo screening dovrebbe iniziare ai 50 anni d’età. Gli adulti con fattori di rischio specifici dovrebbero eseguire gli esami anche prima.

Un ultimo consiglio, contattare un gastroenterologo anche nel caso in cui dovessi trovare del sangue rosso vivo(link) nel water o sulla carta igienica dopo essere andato in bagno.

 

 

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